News

martedì 18 febbraio 2020
ore 10:30 

Presso la Sede del CONI di Milano,  in Via Piranesi 44, Milano.

 

Conferenza Stampa e

Presentazione della Dan Peterson Academy.  

sabato 7 marzo
ore 10:30

Presso la Sede Istituto Leone XIII di Milano, 

Via Leone XIII, n° 12        20145 Milano

Prima lezione pratica di Basket 

della Dan Peterson Academy 

sabato 21 marzo 2020
ore 14:30 

Presso la Sede del CONI di Milano,  in Via Piranesi 44, Milano.

 

Prima lezione teorica di Basket 

della Dan Peterson Academy 

domenica 16 febbraio 2020

La Reyer UMANA Venezia ha vinto la Coppa Italia, con grandi meriti,
battendo tre eccellenti squadre nel suo cammino.
Chiaro che nessuna delle partite è stata facile:  82-81 dopo un
supplementare contro la Virtus Segafredo Bologna nel quarti di finale;  67-63
dopo una rimonta da -12 contro l’Olimpia A/X Milano in semifinale;  73-67,
dopo avere respinto diversi tentativi di rimonta, contro la Happy Casa NBB
Brindisi nella finale.
Insomma, hanno vinto tre puntate di Survivor.  Ed hanno vinto con eroi
diversi in ogni partita, un segno che il quintetto base è forte ma anche
che hanno risorse notevoli in panchina.
Tutte le tre partite hanno fatto vedere quanta tensione c’era.
Quando mai abbiamo visto Milos Teodosic della Virtus Bologna sbagliare dei
tiri liberi?  Mai.  Invece contro la Reyer è successo.   Quando mai abbiamo
visto Vlado Micov dell’Olimpia Milano sbagliare due tiri liberi su due?   Mai.
Invece contro la Reyer è successo. Sia chiaro, anche quelli di Venezia hanno
avuto lo stesso problema: quando mai rivedremo un cecchino micidiale come
George Bramos sbagliare tre tiri liberi su tre?  Mai.   Invece contro l’Olimpia è
successo.
Queste situazioni di stress sono una realtà in un torneo ad eliminazione
diretta, come in una bella in una serie playoff.
Prima della finale, molti davano Brindisi come favorita.
Perché no? Avevano dimostrato un atletismo e una versatilità notevoli nelle
loro prime due partite, battendo Dinamo Sassari e Fortitudo Bologna.   Ma,
nella finale, hanno avuto un inizio di partita tragico per quanto riguarda il tiro.
Hanno sbagliato da tre, da due, dalla linea di tiro libero.   Per questo, sono
partiti sotto di -13 subito (2-15).   Poi, hanno fatto una lunga e lenta rimonta
per arrivare a giocare quasi per il pareggio.   Ma, in una partita secca, uscire
da un buco così profondo non è mai facile.  Si comincia a pressare, a forzare
tiri e giochi, e allora paghi con errori di ogni tipo.
     Con questo trionfo, la Reyer Venezia mette una Coppa importante
nella sua bacheca.   Merito, certo, del proprietario Luigi Brugnaro, del
Presidente e GM Federico Casarin e del Coach Walter De Raffaele con il
suo staff.   Dare il mio MVP personale ad un solo giocatore è difficile.
 Mitchell Watt è la mia scelta per rendimento in ognuna delle tre gare.   Ma
come non menzionare Stefano Tonut, un killer che mi ricorda Roberto
Premier?   O il piccolo-grande play, Andrea De Nicolao?  O il tuttofare
Jeremy Chappell?  Oppure l’asso nella manica che viene dalla panchina,
Austin Daye?
Come tutti sanno: si vince in cinque.  Ecco, questo è stato il segreto della
Reyer.