Aldo Giordani, "larger than life".

Aldo Giordani è stato, come dicono in America, “Larger than life,” più grande della vita. Cioè, un personaggio oltre ogni misura. Classe 1924, nato a Milano, studi a Bologna, trasferito a Roma, dove fa l’interprete per i militari americani durante la Seconda Guerra Mondiale, e dove incontrò l’allenatore di basket Elliott Van Zandt, padre fondatore degli allenatori moderni in Italia. Giordani era anche un atleta: salto lungo e salto triplo nell’atletica. Ma anche il basket, dove vince il titolo CUS nel 1948, con la Ginnastica Roma, insieme a nomi come Vittorio Tracuzzi e Giancarlo Primo. Vince uno scudetto femminile come coach dell’Indomita Roma.

Nell’autunno del 1953, Adolfo Bogoncelli, Presidente dell’Olimpia Milano, suggerisce al Conte Alberto Rognoni, che aveva comprato il ‘Guerin Sportivo,’ di assumere Giordani. Aldo, poi, collabora con la Gazzetta dello Sport e il suo supplemento settimanale, SPORT ILLUSTRATO. Nel 1954, diventa telecronista per la RAI: basket, volley e baseball. All’Olimpiade del 1960 a Roma, fa la voce TV di tutte le partite della Nazionale Italiana. Per anni, ha condotto la rubrica-basket per la DOMENICA SPORTIVA alla RAI. Nel 1978 ha fondato la rivista settimanale Superbasket, di cui è stato Direttore, e maestro per una generazione di giornalisti.

Sia chiaro, potrei scrivere un libro qui e non dire tutto ciò che è stato Aldo Giordani per il Basket Italiano. E’ stato forse il primo grande personaggio fra gli Italiani, prima ancora che Cesare Rubini diventasse … Cesare Rubini. E’ stato, senza ombra di dubbio, il primo grande giornalista dello sport, uno che ha inventato uno stile ‘spettacolare’ nello scrivere, uno che andrebbe bene anche con Instagram oggi. E’ stato il primo super telecronista del basket in Italia, uno che ha ‘fatto scuola’ anche in quel campo. In questi tempi, Superbasket esce con un numero speciale, i Top 100 più importanti nel Basket Italiano.

Aldo Giordani l’avrebbe vinto ogni anno.

Scrivevo già per GIGANTI del Basket, un mensile. Poi, mi ha ‘reclutato’ per scrivere per Superbasket. Facevo i profili degli allenatori americani più famosi, come questi profili. Poi, per altri pezzi, usavo nomi finti, approvati da lui, tipo Tex Summer oppure Tennessee Slim. Insomma, mi sono adeguato al suo stile! Come detto, lui usava lo stile SMS nel 1978!

Poi, i 'pallini' di Giordani! Commenti flash. In America li chiamano ‘bullets,’ cioè, proiettili. Erano proprio così. O li inventava lui per riempire uno spazio vuoto o chiedeva a qualcuno di dargli 5 pallini subito. Cioè, SMS e Instagram nel 1978, 40 anni prima della realtà attuale.

Quando andavo in RAI come ospite per la Domenica Sportiva, vedevo lui nel suo ufficio, dove Giordani andava solo la Domenica. Arrivava prima di tutti. Passava un mito come Bruno Pizzul.

Giordani, come fosse Giulio Cesare, “Salve, Pizzul.”

Bruno Pizzul, “Oh, Buona Sera, Giordani.”

Poi, in onda: risultati e classifica A-1; risultati e classifica A-2, quattro filmati, un’intervista. Tutto in otto minuti. E se andava oltre otto minuti, la regista, Luciana d’Asnach Veschi, non fiatava. Uno spettacolo! E’ stato eletto nell’Italia Basket Hall of Fame nel 2008.

E’ stato eletto alla mia Hall of Fame personale molto prima. Leggenda. Mito. Icona.



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