Bruna Heidempergher, la segretaria storica.

Bruna Heidempergher. Dire che lei à stata Segretaria all’Olimpia è come dire che Pablo Casals suonava il violoncello. Lei ha trascorso tutto il mio periodo con il club, 1978-87, e anche dopo. Come dimostrano le foto, è stata pure una giocatrice per la squadra femminile del famoso Pentagono Milano, sempre al livello giovanile. Quindi, il basket era nelle sue vene. E’ rimasta in contatto con le compagne di squadra, e di altre squadre, per anni. Era grande tifosa dell’Olimpia sin da giovane età. Quindi, era una cosa ‘naturale’ per lei fare parte del club, entrando insieme a me, nel Settembre del 1978.


Bruna, nata a Grigno, provincia di Trento, nel 1951, si è laureata in agraria all’Università degli Studi a Milano nel 1975. Poi, prima di arrivare da noi, ha lavorato come segretaria e amministratrice in uno studio di ginecologia. Quando Basilio Adolfo ha lasciato l’Olimpia nel 1978, GM Toni Cappellari ha preso Bruna per prendere il suo posto. Bruna curava i rapporti con le famiglie e le scuole dei ragazzi delle nostre giovanili. Guai per i ragazzi se le cose non andavano bene a scuola. Poi, le famiglie apprezzavano di avere qualcuna in sede che si prendesse cura dei loro figli. Il tutto funzionava come un orologio svizzero.


Aveva diverse responsabilità all’Olimpia. Per di più, prendeva tutto con grande volontà e grande serietà. Io vivevo in Via Camillo Hajech 33, dove sbocca Via Caltanissetta. Bene, Bruna era in ufficio prima di me ogni mattina. Poi, lei faceva il lavoro di almeno tre persone. Quindi, non voleva mai perdere tempo con le chiacchiere. Era sempre tutto ‘business.’ Se mi fermavo per fare conversazione, venivo spazzato via subito: “Coach! Hai bisogno di qualcosa importante o sei qui a occupare spazio e tempo?” Messaggio ricevuto, andavo via per lasciarla lavorare in tranquillità.


Lei controllava una cosa importante: il vivaio. Cioè, i ragazzi che abitavano al secondo piano in sede, che erano un paio di allenatori del settore giovanile e quattro bambini del vivaio, non di Milano. Oltre loro, anche giocatori della prima squadra, tipo Vittorio Gallinari, che abitava in un appartamento in Via Hajech, o dipendenti, come me. Il motivo? Prima colazione, pranzo e cena. Se non potevamo arrivare per cena, dovevamo informare Bruna o la Sig.ra. Carla, che preparava tutto. Il primo anno, all’inizio, ho cenato fuori e mi sono dimenticato di informare Bruna. La mattina dopo? Una lavata di capo che ricordo tuttora!


Bruna curava anche per gli Americani. Se passavano in sede, come faceva Mike D’Antoni ogni giorno, verso le ore 12.00, aveva tutti i giornali disponibili per loro, compreso l’ ‘International Herald-Tribune.’ Poi, lei risolveva i piccoli problemi per loro. Un volo aereo? Lei chiamava l’agenzia di viaggio per prenotare tutto. Un parente veniva a Milano? Lei trovava l’albergo per loro. Era l’amica, la zia, la sorella di tutti. L’abbiamo perso nel 2019, a soli 68 anni. Con grande gentilezza, sua figlia, Matilde, mi ha mandato alcune .

Ricordo Bruna spesso: “Coach, se tu rompessi meno ….”

La voce dell’autorità.




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