Campi con "atmosfera": Beardsley Gynnasium.

No, non ho mai giocato, né allenato una partita ufficiale nel nostro leggendario Beardsley Gymnasium alla mia Evanston Township High School, nella nostra città di Evanston, appena nord di Chicago. La foto a colori fa vedere com’è oggi. Infatti, esattamente com’era quando l’hanno aperto, nel 1927-28, uno degli impianti più vecchi nell’Illinois. E se toccano un mattone dei muri, prendo il primo volo per Chicago per spaccare la faccia a qualcuno! Esagero perché è stato dichiarato, come Wrigley Field di Baseball a Chicago, un ‘tesoro culturale.’ Mentre esiste ETHS, Beardsley Gymnasium sarà sempre il nostro campo di basket!


Ho allenato, però, qualche partita ‘amichevole’ su quel campo. Con grande gentilezza, Jack Burmaster, coach di ETHS, mi permetteva di far giocare mio Ridgway Club all’intervallo delle due partite ogni volta che giocavamo in casa: i Sophomores (2° anno) giocavano alle 19.00 e la Varsity (4° anno) giocavano subito dopo. Avevamo esattamente 8’ in campo sui 10’ dell'intervallo. Facevo tutto io: avversari, gli arbitri, gli spogliatoi, tutto. Volevo che i miei giocatori conoscessero quel campo, uno stimolo per lavorare, migliorare, guardare avanti. Ovvio, loro erano entusiasti quanto me. Anche la squadra avversaria. Era come giocare in un santuario leggendario.


Poi, come dicono, tutte le cose fanno un giro di 360°. Tre anni dopo quelle esibizioni, i miei hanno calcato il parquet del Beardsley. Infatti, la foto in bianco-nero fa vedere Art Schwarm (visto nella foto-squadra di Ridgway ieri), con il numero 36, in una conclusione in terzo tempo in Beardsley, contro Proviso, in una gara nella nostra Suburban League. Era la stagione 1956-57, quando Evanston ha vinto la formidabile Suburban League, con un record di 13-1. Infatti, l’unica sconfitta era contro Proviso a Maywood. Poi, hanno fatto la Final Eight nel Torneo dello Stato, una cosa incredibile, finendo con una tabella di 21-4, un record per vittorie in una stagione ai tempi.


I miei amici, a vedermi allenare i miei ragazzi, mi hanno preso in giro con grande simpatia: “Ehi, COACH!” Mio compagno di squadra con nostro Walker Club nella YMCA, Dick Kindig, ha coniato il nomignolo. Quindi, avevo il soprannome ‘Coach’ prima di diventare un vero coach. Dick Kindig ha sempre firmato le sue e-mail a me così: “Dick Kindig, Backup Guard, Walker Club.” Io ero l’altro ‘backup.’ Aggiungo che, nonostante il fatto che Jack Burmaster mi aveva tagliato dalla Varsity, è stato il mio più grande sostenitore perché diventassi un coach di basket. Poi, giocavo in cinque leghe diverse: YMCA, Parchi, Ricreazione, Industriale, Chiese.


No, non mi sono seduto sulla panchina di Jack Burmaster durante quelle gare di 8’ (la panchina a destra nella foto a colori). Ho creato la nostra ‘panchina’ sul lato opposto, per uscire velocemente e per non pestare i piedi a nessuno. Comunque, ETHS era grande. Karl Plath mi ha tagliato dalla squadra di football. Jack Burmaster mi ha tagliato dalla squadra di basket. Danny Blaze mi ha tagliato dalla squadra di baseball. Ma sono stati i miei tre più grandi sostenitori sempre. Ho presentato loro per la Athletic Hall of Fame ad ETHS nel 2018.

Con le lacrime negli occhi, perché la cerimonia è stata nel mitico Beardsley Gymnasium.



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