Campi con "atmosfera": Evanstone YMCA.

Nei giorni scorsi ho menzionato 15 campi di gioco che ho amato per la grande ‘atmosfera’ di basket che avevano.

Per ‘atmosfera’ voglio dire grande storia, grande tradizione, grande carisma.

Poi anche, spesso, stadi piccoli, con i tifosi vicini, con grande rumore. Il tutto fa per avere una grande partita. Ovvio, potevo elencarne più di 15. Per ora, racconto le storie di questi 15 impianti che mi hanno dato grandi emozioni, grandi soddisfazioni … e qualche grande botta in testa! Scrivere di loro è la cosa più facile nel mondo perché il mio baule dei loro ricordi è talmente pieno che potrei scrivere un libro su ciascuno.


Evanston YMCA. La mia primissima squadra, Ridgway Club, ha giocato lì.

La foto-squadra è stata scattata in mezzo ad un allenamento dal settimanale della nostra città, la EVANSTON REVIEW, interrompendo una partitella fra quelli con maglietta e quelli senza. Nella foto. In piedi, da sinistra a destra: Dan Peterson, Todd Korb, Hugh Siddall, Wendell Thomas, Jim Schroeder e Jack Whitelaw. In ginocchio: Duane Paulson, Art Schwarm (più tardi Capitano a Michigan State), Ricky Markoff, Bernie Doms e Bob Johnson. Alcuni non c’erano: Jim Purnell, Dave Tremaine, Larry Robinson. Eravamo 18-0 quell’anno, 1953-54. Pensavo di avere inventato il basket!


Campo Principale. E’ dove abbiamo giocato le nostre partite. La foto-squadra è stata scattata nella palestra secondaria. Questo impianto fu costruito nel 1912. Lì giocava Evanston High School, Campioni Nazionali nella stagione 1916-17. Hai letto bene: campioni nazionali! Nel torneo all’Università di Chicago, sotto il mitico coach James W. Bixby, una leggenda. In squadra, grandi campioni, come Charles Carney, All-American all’Università di Illinois, e Evans Norton Hellstrom, più tardi Capitano all’Università di Illinois. I miei hanno messi i piedi dove quei miti avevano fattoi loro trionfi storici.


Non c’è neanche una tribuna. Mettevano tribune temporanee per le partite, con 3-4 file al massimo. La foto-squadra andava nella Evanston Review, che usciva ogni giovedì, perché un venerdì sera a Marzo del 1954, dovevamo giocare contro le All-Star. Mi ricordo il titolo sulla foto tuttora: CHAMPIONS PLAY TOMORROW.

Ero il coach più fortunato nel mondo! Avevo 15 giocatori bravissimi. Il mio terzo quintetto avrebbe battuto qualsiasi altra squadra nella divisione Gray-Y, per quelli di 13-14 anni, ultimo anno della scuola media, l’anno primo di accedere all’Evanston High School.


Giocare nel Campo Principale era un onore. C’era spazio per tre campi più piccoli, perpendicolari con il senso del Campo Principale. Abbiamo sempre giocato lì o nella Palestra Secondaria. Quindi, quella sera, avere il Campo Principale era un’emozione che mi fa venire dei brividi ancora. Nonostante qualche assenza per l’influenza asiatica (sì, anche ai tempi), abbiamo stravinto: 20-0 dopo un quarto, 54-20 alla fine. Avevo quattro titolari a letto con la febbre. Non importa. Bob Johnson li ha stesi subito. E’ stata l’unica gara che ho allenato su quel campo, dove un mio idolo, James W. Bixby, aveva fatto la storia. Un tesoro che conservo tuttora.



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