Campi con "atmosfera": Misericordia, Venezia.

Ho allenato una sola partita ufficiale alla Misericordia di Venezia. Era nella Poule Scudetto del 1975-76, contro la Reyer-Canon Venezia di Tonino Zorzi. Il mio primo anno, 1973-74, la Lega ha messo un minimo di capienza per giocare in Serie A: 3500 posti a sedere. Tre club hanno dovuto fare le loro partite casalinghe in altri campi: FORST Cantù all’EIB di Brescia; Brina Rieti all’EUR di Roma; Reyer Venezia a Castelfranco Veneto, perché il loro vero campo, alla Misericordia, aveva non più di 1000 posti e forse esagero con questa cifra. Ma, la Reyer, che era in A-2 all’inizio dell’anno, poteva giocare alla Misericordia, anche per la Poule Finale.

Che esperienza.


Ogni tanto cerco di spiegare cos’è la Misericordia ai miei amici americani. La mia spiegazione, a dire poco, è tragica.

“Vedi. Prima, si arriva in taxi-acqueo, sull’acqua, scendendo proprio davanti al palazzo.”

Già sono allucinati.

Poi, dico, “Vedi, non so se dire che è una chiesa, un museo, una scuola, una biblioteca, forse tutto.”

I miei amici non mi credono ma vado avanti, “Poi, bisogna salire quattro piani a piedi per trovare il campo.”

Peggio non si potrebbe andare. Poi, “E’ come giocare in chiesa, con affreschi sui muri.

I miei amici non credono una parola di ciò che dico. Poi, finisco, “Solo posti a sedere per 1000 persone ma un’atmosfera come nessun altro campo nel mondo.”


Poi, i tifosi. Nel mio primo anno in Italia, 1973-74, abbiamo fatto un’amichevole alla Misericordia, con la Virtus Bologna contro la Reyer Venezia. Ha vinto la Reyer, 81-71. Ma il mio ricordo di quella partita riguarda i tifosi, fantastici. Durante il riscaldamento prima della partita, c’era un silenzio. Un tifoso della Reyer, dall’altro fondo del campo, mi chiama a voce alta, “Peterson!” Da perfetto stupido, mi giro per vedere chi mi chiama.

Un coro di almeno 500 loro tifosi: “RECION!!”

Chiedo al mio vice-allenatore, Ettore Zuccheri, “Cos’hanno detto?”

Ettore: “Coach, è complicato. E’ in dialetto veneziano. Ti spiego tutto dopo la partita.”

Ho riso come un pazzo.


Torno alla partita della Poule Scudetto del 1976. Giocare contro le squadre di Tonino Zorzi non era mai facile. Infatti, hanno vinto l’A-2 quell’anno, con un record di 19-3, per essere una delle due squadre dall’A-2 nella Poule Finale, con sei squadre dall’A-1. Quindi, giocando in casa, ispirati, ci hanno messo sotto di brutto, tipo -12. Meno male, era nel primo tempo e avevamo 30’ per fare un recupero. Dopo una battaglia, abbiamo vinto, 78-66. Quella vittoria, in trasferta, su un campo difficile, contro una buona squadra, mi ha fatto capire che potevamo fare molta strada. Infatti, abbiamo fatto 13-1 nella Poule Finale, vincendo lo scudetto.


Ogni tanto dico che giocare in un certo campo è come giocare in un santuario. Bene, in questo caso, non sbagliavo! Quindi, la Misericordia mi è rimasto nella mente e nel cuore. Dopo, con l’Olimpia, abbiamo giocato nell’Arsenale di Venezia, impianto nuovo, anche bello, pulito, ben illuminato. Si arrivava pure lì in taxi-acqueo. Ma, bello e funzionale quanto era, non aveva un milionesimo del fascino della Misericordia. Quella partita è stata unica. Adesso, Luigi Brugnaro, Sindaco di Venezia nonché proprietario della Reyer Venezia, ha preso la Misericordia in mano per una grandissima ricostruzione e restauro. Ha già 500 anni di vita.

Che ne abbia altri 5000.



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