Campi con "atmosfera": The Orphanege, Centralia, Illinois.

Il vero nome dell’impianto in questione oggi è ‘Arthur Trout Gymnasium,’ in onore del più leggendario allenatore di basket nella storia del nostro stato dell’Illinois. Arthur Trout ha allenato Centralia High School, nella parte sud dell’Illinois, dal 1914 al 1951. In quel periodo, ha fatto una tabella di vittorie-sconfitte di 811-330, per una percentuale di vittorie di 71,1%. Ha vinto (un record ai tempi) 3 titoli dello stato, nel 1918, nel 1922 e nel 1942. Inoltre: 2° posto nel 1946; 3° posto nel 1941; 4° posto nel 1939. Poi, un altro (allora) record per il numero di volte in cui è arrivato al “Sweet 16,” gli ottavi-finali: 10 volte.

Una cosa impossibile in un torneo con quasi 1000 squadre.


Il soprannome di Centralia High School è ‘The Orphans of the Storm.’ Cioè, gli Orfani della Tempesta. Il nome veniva da un film muto del 1921, prodotto e diretto dal mitico D. W. Griffith, con un’attrice leggendaria, Lillian Gish. Era basato su una produzione teatrale francese del 1874, ‘Les Deux Orphelines,’ di Adolphe d’Ennesi e Eugène Cormon. Perché Centralia High School ha adottato questo ‘nickname’ è un mistero, con almeno 1000 versioni della verità. Quindi, ci si riferiva al campo di basket di Centralia HS come ‘The Orphanage,’ l’Orfanotrofio. Ovvio, non come nome ufficiale, solo nello slang dei tifosi, giocatori, squadre, avversari, addetti.


A parte l’atmosfera per l’architettura interna, c’erano i tifosi della squadra. Prima della partita, per mezz’ora, urlavano in 3000:

“We’re waiting! We’re waiting! We’re waiting for the Orphans!”

Cioè, “Aspettiamo! Aspettiamo! Aspettiamo gli Orfani!”

Una guerra psicologica. L’altra squadra, già in campo, faceva riscaldamento mentre i tifosi di Centralia chiamavano la squadra. Poi, gli Orfani uscivano dallo spogliatoio. L’ho visto di persona. A dire poco, avevano un grande effetto sull’altra squadra nonché sui tifosi dell’altra squadra. Intimidatorio. Poi, per folklore, incredibile. Quindi, vincere a Centralia non era mai facile.


Arthur Trout. Alias, “The Old Man,” cioè, “Il Vecchio.” Ogni tanto faceva una di queste due cose se la squadra non giocava bene.

La prima, toglieva dal campo il quintetto base e metteva dentro il secondo quintetto! Metteva il suo vice, Jimmy Evers, ad allenare il secondo quintetto mentre lui portava il quintetto base dentro lo spogliatoio per una sgridata memorabile!

La seconda cosa succedeva all’intervallo. Lui non portava la squadra nello spogliatoio! Faceva una PARTITELLA. Quintetto base in divise di gioco; secondo quintetto in tuta. Ho visto entrambe le cose, non con Trout bensì con il suo successore, appunto, il grande Jimmy Evers.


Per anni il Torneo di Natale a Centralia era il più forte nello stato: Centralia, Salem, Edwardsville, Pinckneyville, Collinsville, Herrin, Mt. Vernon, la crema di ‘Little Egypt,’ quel triangolo di terra più al sud dello stato, con la città di Cairo (ora si capisce Egitto) al punto più al sud dell’Illinois, alla confluenza dei nostri due più grandi fiumi, il Mississippi (nostro Nilo, per intenderci) e l’Ohio. Little Egypt dominava lo stato nel torneo. Tutte le scuole elencate sopra hanno vinto almeno un titolo dello stato! Atmosfera? Da vendere. Foto: Arthur Trout; locandina per il film ‘Orphans of the Storm;’ The ‘Orphanage.' Leggende tutti!




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