Gianluca Solani, 37 anni di Olimpia!

Gianluca ‘Luca’ Solani detiene un record: 37 anni consecutivi con l’Olimpia Milano, 1984-2021. Con questo, ha sorpassato il Dr. Adolfo Bogoncelli, che è stato Proprietario-Presidente per 35 anni, 1945-80. Il padre di Luca era Responsabile Amministrativo per la Stella Azzurra Roma per molti anni, essendo della Perugina, sponsor della Stella Azzurra. Poi, il padre è stato in Lega Basket durante la Presidenza di Luciano Acciari. Luca già viveva a Milano e faceva trasferte con il padre: Milano, Varese, Cantù, ecc. Nel 1984, GM Toni Cappellari lo porta dentro l’Olimpia come dirigente-accompagnatore per il nostro settore giovanile.


Ai tempi, l’Olimpia, come club, allenatori esclusi, era composta da tre persone: GM Toni Cappellari; Segretaria Bruna Heidempergher; Biglietteria Benito Picone. Quindi, gli allenatori e dirigenti dovevano fare degli ‘extra.’ Per questo, per un anno, Luca andava all’aeroporto per fare autista per gli arbitri per le partite di Coppa dei Campioni. Poi, nel 1985-86, quando Nando Albini rinunciò al posto di accompagnatore degli arbitri, Luca ha ereditato il ruolo … e lo tiene, ancora! E’ stato anche Commissario del Campo, fra l’altro. Insomma, una vita nel basket, nell’Olimpia. Fa un lavoro oscuro ma importante perché è la ‘faccia’ della società per gli arbitri.


Luca, più che ‘accompagnatore,’ era anche ‘bodyguard’ per gli arbitri. Pur essendo dell’Olimpia, se io andavo troppo vicino agli arbitri all’intervallo o dopo la partita, lui mi faceva un ‘taglia fuori’ degno di Dino Meneghin. Il suo compito era la sicurezza degli arbitri, dall’arrivo alla partenza. Certo, era uno dell’Olimpia ma sapeva che l’Olimpia doveva rispondere alla FIP e alla FIBA se fosse successo qualcosa. Lui ha preso questa responsabilità con grande serietà e grande professionalità. Poi, attraverso gli anni, ha stabilito un grande rapporto con tutti i fischietti. In tutti questi anni non è successo mai un incidente o una polemica.


Luca conserva grandi ricordi perché ha visto e ha vissuto tutto.

Lui dice, “Ricordo più di qualsiasi altra cosa l’emozione della famosa rimonta contro l’ARIS.

Aggiunge: “Mi ricordo anche la trasferta in pullman da Milano a Losanna per la finale della Coppa dei Campioni contro il Maccabi Tel-Aviv nel 1987. Seduta in prima fila, sull’altro lato del corridoio da me c’era la sua futura moglie, Laura, che lavorava per TMC ai tempi e che teneva le statistiche per il loro telecronista, Marco Lanza, durante la partita.”

Poi, dice, “Sono anche finito in campo qualche volta, come nella finale-scudetto del 1987, quando Franco Marcelletti, coach della Juve Caserta, ce l’aveva con gli arbitri.”


Sull’esperienza in Olimpia: “Devo riconoscere che la lunga permanenza nel mondo della pallacanestro mi ha dato la possibilità di conoscere tante Persone, alcune veramente importanti per quello che hanno fatto ma soprattutto per quello che sono stati capaci di insegnare e trasmettere ai semplici collaboratori. Dal punto di vista psicologico, comportamentale e di gestione delle dinamiche di gruppo ho appreso molto, sia nel bene che nel male, molto più nel bene, e di questo ho fatto tesoro per la quotidianità sia nei rapporti personali che di lavoro anche extra Olimpia. E’ una ‘scuola’ di vita sempre. Oggi come allora.”



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