Giorgio Armani

Uno può dire, “Ma, Peterson, Giorgio Armani non faceva parte dell’Olimpia nel tuo periodo 1978-87.” No, non era ancora proprietario e sponsor principale, come oggi. Ma lui occupa quei due posti prestigiosi perché la sua storia con l’Olimpia precede la mia e continua dopo la mia. Certo, abbiamo avuto una breve parentesi nel 2010-11. Un’altra storia per un altro giorno. No, non ho conosciuto Giorgio Armani durante quei nove anni. Ci siamo incrociati un paio di volte, una volta davanti alla chiesa in San Babila, un’altra volta al ristorante Blitz. Non so se mi riconoscesse o meno. Ho fatto un cenno col capo e lui l’ha ricambiato. Tutto lì.


Questa storia comincia con il fratello maggiore di Giorgio Armani, Sergio, Classe 1932. Sergio Armani ha giocato nel settore giovanile dell’Olimpia insieme a nientemeno che il leggendario Sandro Gamba, oggi nella Hall of Fame, anche lui del 1932. Classe di ferro!

Una volta, Sandro Gamba ha parlato del compagno di squadra Sergio Armani: “Era un bravo giocatore ma doveva lasciare il basket per entrare nel mondo del lavoro.”

Ovvio, altri tempi, prima del professionismo. Erano tutti veri dilettanti allora e il basket era un passatempo, un ‘dopolavoro.’ Quindi, un Armani ha perso il basket ma, come si sa, il basket non ha perso … Armani.


La sorella di Giorgio Armani, Rosanna, è stata una giocatrice di basket, molto appassionata. E’ stata sempre una tifosa dell’Olimpia, forse per l’ingresso del fratello nelle giovanili del club. Quindi, entusiasta e intenditrice. Ancora oggi, è quasi sempre a bordo campo. Certamente, Rosanna Armani è stata contenta quando Giorgio Armani è diventato lo sponsor del club, salvandolo così da un possibile fallimento, nel 2004. Logico, ancora più felice quando ha comprato la società, al 100%, da Giorgio Corbelli nel 2008. Quindi, come si può capire, la famiglia Armani ha il basket e l’Olimpia nel proprio DNA.


Penso che il loro cliente sportivo americano più famoso sia Pat Riley, che è venuto al nostro NBA Camp a Salsomaggiore nel 1982. Era già innamorato del look Armani e ha chiesto di avere un pomeriggio libero per visitare il negozio Armani a Milano.

Il nostro autista, Rino Boi, mi ha detto, “Coach, Riley ha comprato tutto il negozio! Una cifra stratosferica!”

Anzi, Pat Riley ha dovuto posticipare il rientro di tre giorni per aspettare gli ‘aggiustamenti’ ai suoi vestiti, essendo alto 193 cm. Ha dovuto anche comprare due valigie per tenerci tutto e pagare una somma per eccesso di peso per il volo di ritorno. Ha fatto un ‘repeat’ quando è tornato da noi nel 1985.


Giorgio Armani è stato sempre vicino all’Olimpia, anche durante i miei tempi. Quando il club correva il rischio di fallire, Franco Arturi ha scritto un articolo per la prima pagina della Gazzetta, con un elenco alfabetico di grandi imprenditori milanesi del momento, chiedendo a loro di intervenire. In quell’elenco c’erano Giorgio Armani, Adriano Galliani, Massimo Moratti e altri. Galliani, come dichiarò in seguito, si attivò proprio a seguito di quell’appello e convinse molti personaggi a partecipare alla 'cordata', fra cui Giorgio Armani, che poi ha preso in mano tutto.

Il Re Giorgio ha dato il suo stile, look e valori all’Olimpia. E l’ha riportata in alto. Una grande cosa!




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