Harthorne Wingo

La Pallacanestro Italiana ha perso due grandi campioni in una settimana: Dado Lombardi la settimana scorsa e Harthorne Wingo il 23 Gennaio. Harthorne Wingo è stato uno studio in determinazione. Dopo un paio di anni al livello di Junior College, una università di due anni anziché quattro anni, dove ha giocato nel 1968-69, Wingo ha giocato tre anni con gli Allentown Jets nella (allora) EBA, Eastern Basketball Association, 1969-72, ha fatto un provino con i New York Knicks, che l’avevano visto giocare nella famosa lega d’estate a New York City, la leggendaria Rucker League, dove si misurava contro i migliori nel mondo.


Ha giocato poi quattro anni con i Knicks, 1972-74, vincendo il titolo NBA il primo anno, nel 1973. E’ stato compagno di squadra di diversi grandi che, oggi, sono nella Hall of Fame: Willis Reed, Bill Bradley, Dave DeBusschere, Jerry Lucas, Walt Frazier e Earl Monroe. Ha giocato anche con altri compagni noti, come Phil Jackson, vincitore di 11 titoli NBA come coach dei Chicago Bulls e dei Los Angeles Lakers, nonché John Gianelli, che ha giocato con l’Olimpia Milano per tre anni, 1980-83. Il tutto sotto un coach nella Hall of Fame, il genio Red Holzman. Wingo è stato il giocatore più amato dai tifosi al Madison Square Garden, loro idolo.


Poi, ha giocato quattro anni in Italia. Nel 1976-78 è stato con la Pallacanestro Cantù, sotto coach Arnaldo Taurisano, vincendo due Coppe delle Coppe. Poi, due anni con Superga Mestre, sotto coach Massimo Mangano, facendo una promozione dall’A-2 all’A-1 il primo anno. La mia Virtus Bologna l’ha affrontato durante i suoi due anni a Cantù. Li abbiamo messi fuori dai playoffs sia nel 1977 che nel 1978, ma quella Coppa delle Coppe del 1978 l’hanno vinto contro di noi, al Palalido Milano! Poi, con l’Olimpia Milano, l’abbiamo affrontato nel suo secondo anno con loro, nel 1979-80, e ci hanno battuto a Mestre, grazie a lui.


Perché ‘Hart’ Wingo è stato amato ovunque? Perché ci metteva tutto! Al Madison Square Garden, con Wingo seduto in panchina, il coro faceva vibrare i muri: “WIN-GO! WIN-GO! WIN-GO!” Quando coach Holzman, dopo il giusto lasso di tempo, lo metteva in campo, c’era il delirio totale. Forse solo Willis Reed, alla sua entrata in Gara-7 della finale del 1970 ha sentito un tifo più di Wingo ad ogni sua entrata. E’ stato amato a Cantù e anche a Mestre per lo stesso motivo: giocava con grande cuore. I tifosi apprezzano uno che dà tutto per loro squadra, per i tifosi stessi, per i colori del club. Ecco cos’era Hart Wingo.


Mi ricordo una partita in particolare contro di lui. Gara-3 del semi-finale playoff del 1978, a Cantù. Avevamo perso Gara-1 a Cantù, 89-73, perché nessuno riusciva a contenere Wingo. In Gara-2, a Bologna, abbiamo fatto la zona 2-3, vincendo, 100-83. Poi, vinto anche Gara-3, 90-79. Ad un certo punto, quando mancavano cinque minuti, eravamo sopra anche di +18. Non importa. Hart Wingo ha lottato come un leone su ogni rimbalzi, ogni palla vagante, ogni blocco, ogni sfondamento. Mi sono detto, “Che onore allenare uno come lui.” Ed è stato anche un onore per me allenare contro uno come Harthorne Wingo.



4 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti