I giornalisti della mia Olimpia: Franco Arturi.

Franco Arturi, Classe 1951, nato a Catanzaro, ma cresciuto a Milano, ha studiato all’Università Statale a Milano (“Due o tre facoltà diverse, ma senza laurearmi”, racconta lui). E' stato in Gazzetta dello Sport, dov’era entrato ventenne, per tutti i miei nove anni con l’Olimpia Milano, 1978-87. Anche prima e anche dopo. Lui è stato ‘la voce della saggezza’ in redazione: come responsabile degli sport olimpici, era “revisore” dei pezzi dei colleghi ma anche dei miei! Grandi lezioni. Motivo? Franco Arturi sa tutto! Cerco di prendere lui in giro per questo fatto: “Arturi! Se danno il Premio Nobel per Tuttologo, quest’anno lo vinci di sicuro.”

Lui non si scompone neanche un po’.


Saggezza? Nel 1987 mi sono ritirato dall’Olimpia, e ho chiuso la carriera di allenatore. Prima dell’annuncio, in grande amicizia, mi ha chiamato, consigliandomi di non farlo, di continuare a fare il coach. Avevo ormai deciso. Dico sempre che è stato il più grande errore della mia vita. Certo, avevo i miei motivi, esaurimento in testa. Invece, dovevo solo fare due mesi di vacanza per ricaricare le pile. Come detto, grave errore. Ho avuto un grande rammarico per anni. Ogni volta che pensavo, mi sono detto, “Dovevo ascoltare Franco più attentamente.” Perché lui mi ha fatto un elenco di motivi per restare che era puro genio, fatto con grande pensiero e grande cuore.


Con questo, sono sempre riconoscente a lui per il tempo e il pensiero che mi ha dedicato nel momento più importante della mia vita di professionista. Logico: Non lo dico mai! Anzi, lo ‘rimprovero’ per ogni piccola cosa. Il problema: davvero sa tutto di tutto! Nel 2000 ho fatto le telecronache della gara ippica Tris per lo Snai, cinque volte alla settimana.

Mi telefona Arturi: “Dan, devi imparare chi sono i fantini dai colori delle giubbe.

Non ci ho visto più: “Arturi, ma che ne sai tu dell’ippica?”

Mi ha spiegato che, all’inizio della carriera, faceva lo speaker a San Siro delle corse, sia purosangue che trotto. Maledizione! Pure l’ippica!


Franco è arrivato ad essere vice-Direttore della Gazzetta. Dopo essere andato in pensione, ha conservato un rapporto di collaborazione col suo giornale e continua a scrivere con grande frequenza. È anche direttore generale della Fondazione Candido Cannavó per lo Sport, che sostiene e finanzia progetti di solidarietà per i disabili, nelle carceri, sul fronte della cultura. Soprattutto, lui era quello che prendeva le posizioni durissime.

Se vedevo la sua firma sulla prima pagina della Gazzetta, mi dicevo, “Oh, oh. Qui Arturi stacca la testa a qualcuno.” Infatti. E non importa chi. Inter. Milan. Olimpia. FIFA. Poi, non è un semplice opinionista. Di più. Ti stende con fatti, informazione, documentazione, storia, testimonianza, legalità.

A leggere i suoi pezzi da prima pagina, mi dicevo, “Ma Franco ha studiato giurisprudenza?”


Nostra amicizia va avanti sempre. Sua figlia, Giulia, nata dal matrimonio con la leggendaria giocatrice di basket Rosi Bozzolo, a sua volta brava giocatrice e giornalista professionista, ha curato la mia monografia per GIGANTI del Basket un paio di anni fa. Poi, com’è giusto, Franco è sempre mio ‘editor.’ Se scrivo una cosa inesatta, mi arriva una sua telefonata o una sua e-mail, con le giuste correzioni. Non importa quale argomento: storia, basket, calcio, sport in genere, cucina, politica … ippica! Sono momenti di grande divertimento. Ma, sopra ogni cosa, non dimenticherò mai la sua gentilezza nel cercare di convincermi a rimanere all’Olimpia. Riconoscente e grato.




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