I medici della mia Olimpia: il Prof. Giuseppe Mineo.

Il Prof. Giuseppe Mineo è stato medico dell’Olimpia Milano durante i miei primi tre anni con il club, 1978-81. Poi, ha dovuto lasciarci per seguire la carriera come Ortopedico che l’ha visto arrivare molto in alto: Primario al Gaetano Pini e deus ex machina di varie iniziative. Mi è dispiaciuto molto quando è andato via perché perdevamo un bravissimo medico e io perdevo un grandissimo amico. Per la verità, non l’ho perso come amico perché siamo sempre in contatto. In tutti questi anni, diverse volte mi ha dato consigli preziosi e riferimenti perfetti per me e per mia moglie. Anzi, ha operato Laura più volte che io possa contare!


Giuseppe Mineo, nativo di Catania, classe 1949, è stato anche un giocatore, fino alla Serie B, con DAIS Catania nel 1971-72. Prima, ancora, con Gad Etna Catania, 1964-70, e Sport Club Catania in Serie C, 1970-71. Figlio d’arte, visto che suo padre era Luigi Mineo, Consigliere CAF della FIP. Poi, laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Catania nel 1972, di nuovo in Ortopedia e Traumatologia all’Università degli Studio a Milano nel 1977. Diventò medico dell’Olimpia nel 1974-75, a soli 25 anni. Quindi, conosceva medicina e basket in uguale maniera, che lo aiutò a fare un gran lavoro con noi.


Ho verificato la sua bravura durante la primissima partita in cui ho guidato l’Olimpia, una vittoria contro l’Emerson Varese, Campioni d’Italia, al Palalido, 77-68. Durante la gara, il nostro Mike D’Antoni zoppicava, anche tanto. Ma non voleva uscire. Mike ha guidato la rimonta da 33-44 all’intervallo con i suoi passaggi a C.J. Kupec e con il gioco Elle, e CJ ha fatto il resto: 32 punti, spaccando la partita. Nel dopopartita, Giuseppe mi dice, “Coach, porto Mike per i Raggi X.” Mike mi sembrava OK, ma non dissi nulla. Aveva ragione il Dr. Mineo: frattura da stress al piede destro e fuori per sei settimane.


Nel 1980-81, ha rimesso in piedi me, in tempo per una partita a Forlì. La sera prima, sono andato a Firenze con Franco Casalini, per vedere Alessandro Boni con Legnaia Firenze, in Serie D. Ho mangiato qualcosa di sbagliato e sono stato malissimo durante il viaggio di ritorno e tutta la notte. Non avevo più nulla dentro lo stomaco! Giuseppe mi ha fatto qualche puntura e mi ha dato qualche pastiglia. Quasi KO per via della medicina, della debolezza e della stanchezza, mi sono presentato in panchina, più groggy che presente. Franco Casalini ha diretto la partita. Ma c’ero. Grazie a Giuseppe. Ovvio, oggi, gli dico, “Joe! Tu mi hai drogato!”


Giuseppe Mineo ha trattato diversi problemi per noi, tipo l’operazione al ginocchio di Dino Boselli all’inizio della stagione 1979-80. Non sono cose semplici. Per un giocatore, vuol dire la carriera. Ovvio, dopo, Dino Boselli ha fatto una lunghissima carriera, grazie alla sua volontà, il lavoro con il Preparatore Atletico Claudio Trachelio e l’intervento del Prof. Giuseppe Mineo. La cosa che ho apprezzato di più in tutto ciò è stato come Giuseppe ha sdrammatizzato tutto, come ha dato sempre tranquillità a me, al club, al giocatore. Ecco la sua grande bravura: prima cosa curare il paziente; dopo curare l’infortunio. Non ne sbagliava una!




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