I miei giocatori: Fabrizio Ambrassa.

Fabrizio Ambrassa, una guardia tiratrice, alto 197 cm, classe 1969, da Cuneo, non ha giocato per me all’Olimpia Milano.

Allora, giusto chiedere, “Allora, cosa fa in questa rassegna?”

E’ qui perché ha fatto parte del nostro vivaio durante la mia permanenza con la squadra, 1978-87, e perché ha fatto due allenamenti al giorno, pomeriggio con la prima squadra, sera con il settore giovanile. Forse si è anche spogliato per qualche partita, ma non l’ho mai messo in campo. Colpa mia perché una dedizione così merita essere premiata. Quindi, cerco di dare un giusto riconoscimento a lui con queste poche righe.


Ogni giorno, con noi, Fabrizio faceva tutti gli esercizi, atletico compreso, un lavoro non facile. Poi, doveva marcare gente tosta: Roberto Premier o Franco Boselli come guardia; Russ Schoene o Ken Barlow come ala. Poi, per le partitelle, sempre a 22 punti, non lo facevo giocare neanche in quelle! In altre parole, Peterson senza cuore! Invece, qualche volta, davo un riposo a qualcuno e lo mettevo dentro. Ma raramente, perché uno come Premier non voleva uscire dal campo mai e non prendeva la breve sosta con grande sorriso. Quindi, anche lì, Fabrizio faceva l’undicesimo giocatore, seduto in panchina.


Poi, un giorno, mi viene l’idea di fare qualcosa di diverso: Mike D’Antoni e Bob McAdoo in partitella con i tre bambini; Mario Governa (Classe 1966), Riccardo Pittis (1968) e Fabrizio Ambrassa (1969). Prima dell’allenamento, fermo Bob e Mike, “Posso chiedervi un piacere oggi? Se non ve la sentite, non lo facciamo. Per la partitella a 22 punti, posso mettere voi due con i tre bambini contro gli altri?”

Loro due dicono, “Certo, nessun problema.”

“Vi ringrazio perché so che siete svantaggiati.”

McAdoo diventa una furia. Sbatte il pallone per terra: “Cos’hai detto? Noi svantaggiati? Ti sbagli! LORO sono svantaggiati!!!!”


Poi, McAdoo e D’Antoni prendono Pittis, Governa e Ambrassa e gli spiegano le cose in maniera diretta.

McAdoo ai tre bambini: “Oggi, nella partitella a 22, se ci fate perdere con le vostre stupidate, vi stacco la testa!!”

Fai conto tre facce senza una goccia di sangue!

Nella partitella, sì, a 22, ma bisogna vincere per +2. Una battaglia. McAdoo affrontava la cosa come una finale NBA. D’Antoni uguale. Era 21-20 per gli altri, ma non +2. Poi, McAdoo centra un canestro da tre per vincere, 23-21. Pittis, Governa e Ambrassa tirano un sospiro di sollievo da fare saltare le finestre del Palalido Secondario.


In quella partitella, Fabrizio Ambrassa ha giocato come un vero giocatore da Serie A-1. Riccardo Pittis mi ha convinto di farlo diventare il primo cambio per Barlow e Premier con la sua prestazione. Sono convinto che il progresso di loro tre sia direttamente in relazione a quel giorno. Hanno capito con quale intensità si deve competere al massimo livello. No, non ho una foto in partita di Fabrizio in maglia TRACER quell’anno perché, come detto, non l’ho fatto giocare. Ma c’è lui nella foto-squadra del 1986-87, in basso. Fabrizio indossa maglia con numero 14. E’ stato un piacere avere lui con noi. Ogni giorno.



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