I miei giocatori: Fausto Bargna.

Fausto Bargna, Classe 1960, un’ala-pivot di 206 cm, ha giocato per me durante i miei ultimi due anni con l’Olimpia Milano, 1985-87. E’ venuto da noi dalla Pallacanestro Cantù. Ovvio, Dino Meneghin l’ha subito soprannominato “Il Canturino più alto nel mondo!” Ma era anche un grande giocatore! Sapeva giocare pivot o ala, spalle a canestro o faccia a canestro, in entrata o in palleggio-arresto-tiro. Aveva ottimi fondamentali. Poi, aveva una grande esperienza, nonostante i suoi soli 25 anni: due Coppe dei Campioni vinte. Poi, giocando a Cantù, era abituato a giocare ai vertici d’Italia e d’Europa. Un grande acquisto.


Ovvio, giocando Dino Meneghin come pivot e Russ Schoene come ala grande, il primo anno, 1985-86, Fausto usciva dalla panchina. Ma ha fatto grandi contributi. Infatti, quell’anno abbiamo vinto la Coppa Italia (Fausto 8 punti nella finale) e lo Scudetto. Per un niente non abbiamo fatto la finalissima per la Coppa dei Campioni o avremmo vinto anche quella. Il secondo anno, 1986-87, abbiamo fatto il Grand Slam: Scudetto, Coppa Italia, Coppa dei Campioni. Quindi, in due anni, Fausto ha portato a casa cinque trofei! Quasi un en plein. Sia come pivot che come ala, Fausto ci ha dato minuti di grande qualità.


Quel secondo anno, con Dino infortunato, Fausto è stato in quintetto base per tutte le gare dei playoff e abbiamo fatto 7-1 in quelle 8 partite. Molto di questo grazie a Bob McAdoo! Un giorno, in allenamento, Bob mi chiede, “Dan, perché Fausto non fa 4-5 canestri a partita in contropiede?”

Dico, “Beh, è veloce, sì. Non veloce come James Worthy, ma veloce.”

Bob mi dice, “Dan, Fausto è più veloce di James Worthy! Lo so io perché facevo gli sprint con James e i suicidi con Fausto!”

Dico, “Bob, grazie.”

Vado da Fausto e dico, “Bargna! Mi devi spiegare perché uno veloce come te non fa 4-5 canestri ogni partita in contropiede!!”


Infatti, in finale, contro la Juve Caserta, il loro pivot, Giorgi Glouchkov, grande e grosso ma anche lento, non poteva stare con Fausto. Avevo tutto risolto. In difesa, McAdoo giocava pivot e marcava Glouchkov (zero canestri in tre partite!) e Bargna marcava Dell’Agnello come ala. Poi, in attacco, Bob giocava ala e Fausto giocava centro. Il che voleva dire che Glouchkov doveva correre per rientrare prima di Fausto. E’ stata una cosa tremenda da vedere: una gazzella contro un pachiderma. Quindi, anche senza Dino, abbiamo potuto vincere lo scudetto grazie a Fausto, davvero uno sprinter. Un quattrocentista in centro!


Oltre tutto, Fausto è stato un giocatore fantastico da allenare. Anzi, ho detto a qualcuno, “Oh, bisogna dirlo: quelli di Cantù lavorano davvero bene! Bargna è un grande professionista, mai saltato una partita, mai saltato un allenamento. Poi, è un manuale di fondamentali. Gioca bene in quintetto base o entrando dalla panchina. E’ come avere due ottimi giocatori perché sa giocare pivot e anche ala. Lavora come un cavallo, sia negli allenamenti di atletica che in quelli tecnici. Si è inserito con i compagni in due minuti dal primo giorno.” Lo ringrazio, ancora, per ciò che ci ha aiutato a fare: cinque coppe in due anni.



8 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti

Richard Street e le "parolacce".

Confesso! Conosco una grande quantità di parolacce! Quelle in Inglese le ho imparate tutte da Richard Street. Da chi le ha imparato lui, non ne ho la più pallida idea! Ma lui era un vero dizionari