I miei giocatori: Joe Barry Carroll.

Aggiornamento: gen 26

Joe Barry Carroll, un pivot di 216 cm, ha giocato un anno con noi, nel 1984-85. Anzi, è venuto dopo l’inizio del campionato della Serie A-1 ma, per fortuna, prima dell’inizio della Coppa Korac, quindi tesserabile. JB era in rottura con i Golden State Warriors per quanto riguardava il suo ingaggio. Prendeva $350.000 all’anno e voleva $450,000. Perché no? Stava facendo quasi 24 punti a partita per loro! Ma loro non volevano dargli un centesimo in più. Ristrettezza economica! Stavo già reclutando JB nel 1980, quando ho visitato lui a casa sua, a Denver, nel Colorado. Non pensavo di averlo così presto!


Ho fatto tutto con Larry Fleisher, capo Associazione Giocatori NBA nonché grande agente! Fleisher lavorava con l’agente di Carroll, Howard Slusher, un manager nel mondo di Hollywood. Hanno deciso di darci Carroll. Oddio! $200.000 a Carroll, una cifra altissima. Ma la Famiglia Gabetti e lo sponsor, Ing. Cavalli della SIMAC, non hanno battuto ciglio. Certo, ho cercato di convincere loro, dicendo, “Con Carroll, vinciamo sempre.” Infatti, diventammo la prima squadra a fare l’en plein nei playoff, 6-0, più un 9-0 nella Coppa Korac, vincendo entrambe le manifestazioni, e Carroll aveva una media di 29,5 punti a partita!


Altri tempi. Abbiamo tenuto tutto in grande silenzio. Nessuno sapeva nulla, né in Italia, né negli USA. Anzi, l’annuncio è stato fatto a Los Angeles! Per il lavoro delicato della firma e il resto, il nostro GM, Toni Cappellari, è volato negli USA. Bravissimo, Cappellari fece sapere a tutti, in Italia, che doveva andare in Veneto per una settimana per … motivi familiari. Una palla grande come una casa! Ho detto, “Toni, se arriva un fulmine a ciel sereno a carbonizzarti sul posto, non ti sorprendere!” Poi, Toni, con grande professionalità, è andato negli USA, ha fatto firmare Carroll e l’ha accompagnato in volo per Milano.


Ci è voluto un po’ di tempo per inserire JB. Ma lui, uomo di grandissima intelligenza, studiava tutto e tutti. Poi, la squadra ha fatto un grande lavoro per aiutarlo, soprattutto Dino Meneghin e Mike D’Antoni. Quando JB ha preso ritmo, non ce n’era per nessuno. Nella serie finale, per lo scudetto, contro la Scavolini Pesaro, abbiamo vinto per 2-0, con un +22 a Milano (93-71) e +20 a Pesaro (101-81). Quindi, una media di +21. Eravamo la prima squadra a fare una media oltre i 90 nei playoff (95,5 per partita in 6 gare) e la prima a fare una media di oltre 100 nella Coppa Korac (101,1 per partita in 9 gare). La 24a squadra dell’NBA.


Era anche un piacere allenare JB. Ogni giorno arrivava prima degli altri per tirare al Palalido Secondario. Mandavo gli Juniores all’altro canestro per dare a JB un canestro. Poi, lui mi ‘interrogava.’

Cioè, “Coach! Partitella oggi?”

Io, “JB, facciamo una partitella a 22 punti ogni giorno!”

Lui, “Sì. Ma oggi?”

Io: “Sì, anche oggi.”

JB: “Coach, posso chiedere una cosa?”

Io: “Che cosa?”

JB: “Mi può mettere opposto Dino? Lui mi fa migliorare!”

Infatti, le loro battaglie in allenamento erano da filmare. Roba da NBA. Dopo l’anno, JB ha firmato con Golden State per 5 anni, a $700.000 all’anno.

Gli ho telefonato: “JB, ho bisogno di un prestito!!”



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