I miei giocatori: Paolo Del Buono.

Paolo Del Buono, Classe 1965, da Voghera, un pivot di 204 cm, è stato nel nostro settore giovanile durante i miei anni all’Olimpia, dal 1978 al 1987. Ma, qualche partita l’ha pure fatto con la prima squadra. Nel 1981-82, in pre-stagione, abbiamo fatto un’amichevole contro una squadra di stelle americane. E che stelle! Julius Erving! Moses Malone! Michael Ray Richardson! Noi eravamo senza Dino Meneghin (operazione al ginocchio) e John Gianelli (leggero infortunio). Ho fatto giocare Paolo qualche minuto a fine gara. Paolo ha subito un fallo da Dr. J e ha fatto 1 su 2 ai liberi. Un trionfo per un 16enne.


Ovvio, i compagni glielo hanno fatto ricordare con il solito ‘umorismo dello spogliatoio.’

Paolo dice, “Il Gallo (Vittorio Gallinari), per una settimana, a tavola in sede, michiedeva, ‘Paolo, chi ti ha fatto l’ultimo fallo?’”

Poi, nell’Ottobre di quell’anno, quando ero arrabbiato con Franco Boselli e Roberto Premier, che ho messo fuori dal quintetto base per la gara contro la Virtus Bologna per far partire due 19enni, Marco Lamperti e Rinaldo Innocenti, eravamo pure senza Meneghin (sempre KO per il ginocchio) e Gianelli (squalificato). Poi, Vittorio Ferracini prende una gomitata alle sopracciglia e deve uscire dalla gara per cinque minuti.


I bambini hanno sbagliato una valanga di tiri liberi, ma vinciamo la partita, 80-76, dopo un supplementare! Dopo l’infortunio a Ferracini, devo, per forza, mettere Paolo in campo. Ha solo 16 anni, quindi temevo il disastro. Invece, no. Chi fa l’ultimo canestro? Paolo Del Buono, sotto canestro. Roba da cinema! Infine, nel 1983-84, in precampionato, prima di firmare con un altro Americano, abbiamo fatto la Coppa Intercontinentale a Buenos Aires e Paolo è stato con noi in squadra. Nell’ultima partita, contro Oregon State, eravamo anche sopra di +30, 75-45, e ho fatto giocare Paolo negli ultimi minuti.


La carriera di Paolo ha poi subito un momento negativo: fermo un anno per tre operazioni alla caviglia, una questione di cartilagine. Ha poi fatto la sua carriera altrove.

Paolo, oggi allenatore a Porto San Giorgio, è sempre riconoscente all’Olimpia: «Ricordo Meneghin per il carisma. E poi D'Antoni: era l'A-B-C della pallacanestro».

Ma è con Casalini che l'ala grande cresce come giocatore. «Facevo doppio allenamento con Juniores e prima squadra: mi aspettava e portava alla partita. Dan Peterson era uno psicologo e con noi giovani aveva pazienza: ci trattava come quelli nel quintetto. L'allenamento lo faceva Casalini e lui era il supervisore».

Paolo non dimentica nessuno nei suoi ricordi con l’Olimpia: Grazie, Coach, a Lei, a Toni Cappellari, a Franco Casalini, Claudio Trachelio, Bruna Heidempergher e tutti quei fratelli maggior della prima squadra del ventesimo scudetto. Se oggi sono un 'uomo,’ lo devo molto a voi!”

E’ reciproco. Paolo ha lavorato duro per noi, con due allenamenti al giorno, con infortuni, con un lavoro di riabilitazione dopo ogni intervento chirurgico, in ogni seduta di preparazione atletica. Poi io ringrazio Paolo per quel canestro contro la Virtus nell’anno dello scudetto: è stata la vittoria più importante dell’anno. Nella foto-squadra, Paolo Del Buono è il numero 18.



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