I miei giocatori: Phil Melillo.

Phil Melillo è stato con noi nella stagione 1979-80. Ma non ha mai giocato per noi, tranne le partite del precampionato. Avevamo, per il momento, perso Mike D’Antoni dopo l’anno della ‘Banda Bassotti,’ 1978-79, mia prima stagione all’Olimpia. Mike D’Antoni, nel periodo del precampionato, stava provando con i Chicago Bulls, dove un suo amico, Rod Thorn, da West Virginia, come Mike, era GM. Mike stava andando bene e avevo paura di perderlo. Con questo, ho telefonato a Mike quasi ogni giorno. Non volevo fare ’sabotaggio’ al suo sogno ma volevo dirgli quanto era importante per noi e quanto io volevo lui in squadra.


La storia fra Phil Melillo e me, però, comincia moltissimi anni fa. Ero capo allenatore all’Università di Delaware. Ho visto Phil ad un camp di basket nelle Montagne Pocono. Gli altri allenatori lo chiamavano ’The Wolf,’ il Lupo, perché mangiava gli avversari. Era come Nick Galis in attacco, poi una piovra in difesa, nonostante il fatto che era alto non più di 178 cm. Prendeva sfondamenti come niente fosse. Poi, che faceva impazzire tutti, faceva tuffi sull’asfalto per i palloni vaganti. Ho cominciato a reclutarlo per Delaware ma sapevo che lui doveva migliorare i voti scolastici per venire da noi, un’università al livello di Princeton.


Eravamo anche d’accordo. Dopo una grande carriera a Bloomfield High School sotto coach George Cella, l’ho messo a Goldey-Beacom Junior College sotto coach Harry ‘Boots’ Reed, a Wilmington, Delaware, per due anni, 1970-72. Dopo il suo primo anno, 1970-71, per allenare la Nazionale del Cile. Phil prova un anno a Murray State, nel Kentucky, ma torna a completare la laurea in due anni, 1973-75, a Wilmington College, sempre nel Delaware. Dopo un anno fermo, giocando al livello AAU, lo volevo alla Virtus Bologna, ma l’Avv. Porelli non voleva un ‘oriundo’ quell’anno e Phil ha giocato in A-2 con GBC Roma, facendo faville.


Poi, nel 1979, gli ho chiesto di fare i tornei estivi con noi, come ‘polizza di sicurezza’ se non fosse tornato Mike. Anche lì, Phil ha fatto la sua media, tipo 25-30 punti a partita. Ma, come sappiamo, Mike era un’altra cosa, il migliore play di sempre in Europa. Pochi giorni prima dell’inizio del campionato, Mike decise di tornare da noi. Ho voluto tenere Phil nel caso di un infortunio a Mike o a CJ Kupec, visto che Phil era considerato straniero e non più oriundo. Phil ha fatto ogni allenamento con noi, da grande professionista. Dopo, ha fatto diversi anni in A-2 e nei minori prima di cominciare la carriera come allenatore.


Ovvio, ho trovato grande gioia per i successi di Phil in panchina. Anzi, la prima volta che è diventato capo allenatore era a Forlì, subentrando a metà campionato. Ha poi guidato la Libertas Forlì ai playoff dell’A-2 per la promozione in A-1 nel 1994-95, ottenendo la promozione! L’ho chiamato subito dopo per congratularmi con lui: “Phil, da Bloomfield a Forlì, dal Pocono Mountain Camp all’A-1. Grandissimo!”

Poi, abbiamo parlato del nostro rapporto attraverso gli anni e le tre volte che non siamo riusciti a lavorare insieme. Non importa. Averlo ogni giorno con noi quell’anno è stato un piacere. Il Lupo. Senza dubbio!

(Nelle foto: Phil è Nr. 7).



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