I miei giocatori: Renzo Bariviera, il Bobby Jones italiano

Renzo Bariviera è stato il Bobby Jones d’Italia. Per chi non ricorda Bobby Jones: ala grande dei Philadelphia 76ers, Campioni NBA del 1982-83; era uno alto 206 cm, magro, longilineo, grande atleta, grande velocità, rapidità e riflessi.

E poi, intelligentissimo. Infatti è stato votato più volte il miglior difensore dell’NBA.

Renzo Bariviera, con i suoi 201 cm, era meno alto di Bobby Jones ma aveva tutto il resto. Senza dubbio, lui è stato la migliore ala difensiva in Italia per anni. Mi ha fatto perdere più partite di quanto voglio ricordare, con l’Olimpia Milano, con la Libertas Forlì, con Gira Bologna e con la Pallacanestro Cantù.

Quindi, quando ho avuto la possibilità di prenderlo durante il mercato del 1983, non ho avuto dubbi. Intanto, dovevo sostituire Vittorio Ferracini, ceduto alla Benetton Treviso. Non mi importava che Renzo avesse 34 anni compiuti. Infatti, era integro come uno di 20 anni. E’ stato con noi per tre anni: 1983-86. In quel periodo, abbiamo vinto due scudetti, una Coppa Korac e una Coppa Italia. Poi, anche un secondo posto nei playoff in Italia e una finale di Coppa delle Coppe, entrambi questi secondi posti nel 1983-84, il suo primo anno con noi. Anche qui, ho perso il conto delle partite che mi ha fatto vincere, con un recupero, una stoppata, uno sfondamento o un rimbalzo.


Allenare un professionista come Renzo Bariviera è una gioia che ogni allenatore deve conoscere. Era un giocatore da NBA ai tempi. Con i Boston Celtics, lui sarebbe stato perfetto: squadra compatta, grande difesa, con altri difensori, come John Havlicek, David Cowens e Dennis Johnson. Un gioco particolare che ricordo? Primo anno, contro Varese, a San Siro. Rimbalzo di Earl Cureton, che passa a Mike prima di scendere per terra. Mike vede Renzo in avanti, 10 metri dietro la loro difesa. Passaggio lungo, schiacciata facile, partita finita. Non per niente è nella Hall of Fame del Basket Italiano.


Ora sgombero la piazza per quanto riguarda i due tiri liberi sbagliati da Renzo contro la Virtus nella gara per lo scudetto nel 1983-84. Prima, la situazione. Non avevamo Dino Meneghin, squalificato per quella partita! Una tragedia sportiva! Eravamo stati sotto tutta la partita, senza Dino. Con la 1-3-1 abbiamo fatto una rimonta furiosa e siamo arrivati da -10 a -1, 74-75. Mancavano 29”. La Virtus tenta un passaggio lungo contro la 1-3-1. Renzo, un genio nella 1-3-1, corre indietro e intercetta la palla! Viene fermato subito da un fallo di Renato Villalta. Ai tempi si poteva scegliere: battere i tiri liberi o rimettere la palla: dipendeva da me.


Grave errore mio. Ho ordinato a Renzo di tirare i liberi. Sotto tutta la gara, volevo mettere il naso avanti. Ripeto, grave errore. Renzo ha sbagliato entrambi i tiri. Rimbalzo loro. Fallo nostro. Rimessa. Canestro loro. Finisce 77-74. Dovevo fare rimettere la palla a Mike D’Antoni . Dovevo dire a Mike di lasciar passare un po’ di tempo, poi fare lo schema ‘L’ con Antoine Carr, poi servire Carr vicino al canestro. Nessuno poteva fermare Antoine Carr. Almeno subiva un fallo ed era micidiale con i tiri liberi. Quindi, il responsabile per quella sconfitta sono io e non Renzo Bariviera. E penso al mio errore ogni giorno.





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