I miei giocatori: Roberto Stranieri.

Roberto Stranieri, classe 1960, una guardia-ala di 193 cm, ha giocato un solo anno con noi, 1980-81. Poi, ‘giocato’ è un’esagerazione. Nell’intera stagione, ha giocato esattamente quattro minuti in una partita. Più che altro, era il decimo o l’undicesimo della squadra. Quindi, non è stato un fattore in partita per noi, in un anno in cui non ruotavo tanti giocatori. Andavo con Dino Boselli, Franco Boselli, Mike D’Antoni, John Gianelli, Vittorio Ferracini, Vittorio Gallinari e Mauro Cerioni. Amen. Per miracolo, grazie alla loro etica del lavoro, hanno tenuto per l’intera stagione: niente stanchezza, niente infortuni, niente calo di rendimento.


Roberto era un ragazzo nato nel sud, ma un prodotto del vivaio dell’Olimpia, Campioni d’Italia Juniores nel 1978, sotto coach Franco Casalini. Quindi, era uno dei nostri. Dopo avere lasciato l’Olimpia, ha giocato in Serie B con la Banca Popolare Milano. Dante Gurioli, che ha vinto diversi titoli universitari italiani come coach, voleva Roberto nella sua selezione ma non è mai riuscito ad averlo in squadra. Dopo qualche anno, ha lasciato il basket. La cosa che mi ricordo di più di Roberto era che non parlava quasi mai: un ragazzo tutto lavoro, con una serietà oltre la sua età anagrafica.


Roberto Stranieri, anche se non ha giocato, è stato importantissimo per noi in allenamento. Io penso che la cosa più difficile nello sport è di fare allenamento con la consapevolezza che non si giocherà in partita. Proprio per questo motivo, in quasi tutti gli anni della mia carriera, ho cercato di far giocare tutti in ogni partita. Solo tre volte non l’ho fatto: 1968-69 a Delaware; 1973-74 alla Virtus; 1980-81 con l’Olimpia. Per sfortuna di Roberto Stranieri, lui è capitato nel terzo di quegli anni. Non importa. Lui lavorava bene ogni giorno. Faceva tutto ciò che poteva contro gente veramente tosta.


Roberto era, principalmente, un grande tiratore. Ma non poteva difendere contro un’ala come Marco Bonamico o Domenico Zampolini. Forse avrei dovuto cercare di cambiare il suo ruolo: da ala piccola a guardia alta. Poi, forse potevo utilizzare il suo gran tiro in certe situazioni. Ma avevo Mauro Cerioni, che mi ha vinto 3-4 partite con canestri importantissimi dalla lunga distanza. Poi, come guardia di riserva, avevo Sergio Biaggi. Infine, dato che ogni partita era punto-a-punto, non volevo rischiare niente. Come dicevo ai tempi, “Se D’Antoni muore in campo, allora muore in campo. Ma non esce prima.”


Oggi non riesco a trovare Roberto, detto Strangers dai compagni. Desaparecido! Ci tengo a tenere contatti con tutti, anche per questa serie di Post. Mi dispiace non riuscire a trovarlo! Ci sono solamente due dell’Olimpia che mi sono perso per strada: Roberto Stranieri e Vincenzo Sciacca. Come dico spesso, ho grande stima per chi ha fatto decimo giocatore per me … perché anch’io, al livello molto più basso, ho fatto il decimo. Facile citare quelli che sono andati dal 10° per me a giocare in Nazionale, tipo Marco Bonamico o Riccardo Pittis. Ma ho amato tutti i miei decimi, Roberto Stranieri compreso! Nella foto: Roberto è il 13, terzo da sinistra.



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