I miei giocatori: Russ Schoene.

Aggiornato il: gen 26

Russ Schoene, un’ala di 209 cm, ha giocato due anni per noi, 1984-86. O, come dico io, “Due anni, due Scudetti, due coppe, zero problemi!” Russ ha fatto una grande strada con noi. E’ nativo di Trenton, Illinois, nella parte sud dello stato, un triangolo di terra chiamato ‘Piccolo Egitto,’ perché la città più al sud dello stato è Cairo ed è situata alla confluenza dei fiumi Ohio e Mississippi, il nostro ‘Nilo.’ Ha fatto due anni a Mineral Area Junior College, 1978-80, poi due anni all’UT-Chattanooga, 1980-82. Poi, è stato la 2a scelta dei Philadelphia 76ers ed è stato nei 76ers fino a non essere scambiato dagli Indiana Pacers nel 1982-83.


Due operazioni alla schiena hanno interrotto la sua carriera. Quindi, era disponibile nel 1984 e, avendolo visto giocare, l’ho voluto ad ogni costo. E’ partito lentissimo con noi. Anzi, dei 64 giocatori stranieri in A-1 e A-2, a lui è stato dato il Nr. 64 nel ranking, all’inizio del suo primo anno. Poi, con un lavoro serio, insieme al nostro preparatore atletico, Claudio Trachelio, si è ripreso uno stato fisico da vero giocatore. Era un giocatore multidimensionale, completo, totale, capace di giocare pivot, ala grande, ala piccola. Sapeva fare tutto: tirare, segnare, passare, difendere, prendere rimbalzi. Era anche un grande giocatore di squadra, molto intelligente.


Il momento chiave è stato nella finale della Coppa Korac, a Bruxelles, contro Ciao Crem Varese. Nella gara, il nostro Joe Barry Carroll ha fatto 4 punti e 5 falli. Russ Schoene ci ha salvato tutto, con 33 punti e una caterva di rimbalzi. Non davano l’MVP della finale ai tempi ma, senza dubbio, sarebbe stato lui. Poi, lo scudetto del 1985 contro la Scavolini Pesaro. In quel momento eravamo la migliore squadra d’Europa. Peccato non avere potuto giocare nella Coppa dei Campioni. Ma, con gente come Carroll, Schoene, Meneghin, D’Antoni, Premier, Bariviera, Gallinari e Boselli, ho detto “Noi siamo la 24a squadra dell’NBA,” quando l’NBA aveva solo 23 squadre.


L’anno successivo, 1985-86, Russ ci ha aiutato a vincere un altro Scudetto e anche la Coppa Italia. Anche quell’anno avremmo vinto la Coppa dei Campioni ma il Real Madrid ha perso in casa contro Zalgiris Kaunas e Kaunas è andata in finale. Noi avevamo appena battuto le due finaliste: Cibona Zagabria per +24 e Zalgiris Kaunas per +29. Ma non potevamo cancellare la sconfitta, per un punto, 80-79, una gara in cui il nostro altro Americano, Cedric Henderson, ha fatto zero punti. Dopo, Cedric è diventato un super. Ma il danno era fatto. Poi, la beffa dal Real vs. Zalgiris. Russ, comunque, è stato MVP della finale per lo Scudetto.


Quindi, da 64° giocatore straniero in Italia al 1° nello spazio di due stagioni. Poi, è tornato nell’NBA per tre anni, con i Seattle Super Sonics. Poi, di nuovo in Italia, vincendo la Coppa Italia e la promozione in A-1 con Glaxo Verona nel 1990-91, e uno scudetto con la Virtus Bologna nel 1993-94. Non tanti USA, in Italia, hanno vinto scudetti con due club, ancora meno hanno vinto la Coppa Italia con due club. Per spiegare il suo successo con noi, Russ cita Mike D’Antoni e Dino Meneghin. Mi disse, “Coach, sono tranquillo! Mike mi ha detto di non preoccuparmi perché noi abbiamo Dino! Aveva ragione!”



5 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti

Richard Street e le "parolacce".

Confesso! Conosco una grande quantità di parolacce! Quelle in Inglese le ho imparate tutte da Richard Street. Da chi le ha imparato lui, non ne ho la più pallida idea! Ma lui era un vero dizionari