I miei giocatori: Tullio De Piccoli.

Tullio De Piccoli, Classe 1964, nato a Desio ma proveniente dal Basket Varedo, ha fatto due anni con noi, 1984-83. Dopo, ha fatto una lunga carriera in Serie A. Un’ala-centro di 203 cm, Tullio ha poi giocato a Fabriano, Reyer Venezia, Pallacanestro Cantù, Virtus Roma, LP Livorno, Reyer ancora, Virtus Bologna e Montecatini SC. Tullio aveva un’ottima struttura, un buon atletismo, ottimi istinti per il basket e una grande capacità per il lavoro. Anzi, era instancabile, un cavallo. Ovvio, arrivando a 19 anni, trovava poco spazio, con gente come Dino Meneghin, Renzo Bariviera, Vittorio Gallinari e Antoine Carr davanti a lui.


Ma lui non si demoralizzava mai. Anzi, in allenamento, ci metteva tutto contro Dino Meneghin, un compito ingrato perché Dino trattava ogni esercizio, ogni allenamento e ogni partitella come una finale di Coppa dei Campioni. Cioè, botte da orbi e non concedeva neanche un centimetro all’avversario. Non parliamo delle lotte per la posizione. Poi, Dino raramente faceva un errore. Però, se Dino faceva un errore contro Tullio, era certo che Tullio intercettava un passaggio, recuperava un pallone, faceva un tap-in. Dino si arrabbiava con se stesso. Ma era Tullio a finire per terra! Poi, Dino, pentito, dava la mano a Tullio per rialzarlo da terra.


Quando abbiamo perso Ezio Riva all’inizio dell’anno 1983-84, trovai qualche minuto in più per Tullio. Ci è servito in un momento drammatico: finale Coppa delle Coppe del 1984, contro il Real Madrid, ad Ostende, quando Dino Meneghin è uscito per 5 falli con 15’ da giocare (no comment sull’arbitraggio!). Anche Antoine Carr non poteva giocare ed Ezio Riva era ancora KO. Quindi, Tullio De Piccoli va in campo. Gioca benissimo! Gioca nel mezzo della 1-3-1 come Dino! Rimontiamo da -11 a -1. Tullio intercetta una palla! La dà a Mike, che segna! 81-80 per noi con 6” da giocare. Poi, la beffa atroce: fallo, liberi, 82-81 e titolo al Real!


Non dovevamo avere la minima possibilità di vincere quella partita. Come detto: fuori Carr (non possibile tesserarlo perché Earl Cureton l’aveva bruciato), Riva (riabilitazione della gamba) e Dino (5 falli), ci hanno dato la chance per vincere due bambini, Marco Lamperti, 21 anni, con 22 punti, e Tullio De Piccoli, 19 anni, con una presenza incredibile in campo e un recupero che doveva valere la Coppa delle Coppe. Quando l’ha intercettato, dissi a me stesso, “Proprio come fa contro Dino, ogni tanto, in allenamento!” Infatti, era così. Il grande Real Madrid ha fatto un errore e Tullio glielo ha fatto pagare caro.


Dopo le due beffe del 1983-84 (finale Coppa senza Carr; finale Scudetto senza Dino), per fare due secondi posti, l’anno successivo, con Russ Schoene e Joe Barry Carroll, c’era ancora meno spazio per Tullio. Ma, in finale-scudetto, a Pesaro, eravamo sopra di quasi 20 punti con due minuti da giocare in Gara-2, per il titolo. Così, ho potuto mettere Mario Pettorossi e Tullio De Piccoli in campo insieme. Se la memoria non mi tradisce, sia Mario che Tullio segnarono canestri. Così, quell’anno, Tullio ha vinto uno scudetto e una Coppa Korac. Ma non dimenticherò mai quel recupero contro il Real Madrid. Lo ringrazio tuttora!

Foto-Squadra 1983-84. Tullio è Nr. 13, terza fila, a destra, appena dietro Roberto Premier, Nr. 10.





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