I miei giocatori: Wally Walker

Wally Walker ha giocato solo 11 partite per noi, nella stagione 1984-85. Poi, ho preso la decisione più difficile della mia carriera: ho optato per tagliare Wally e prendere Joe Barry Carroll come uno dei nostri due giocatori stranieri. Avevamo cominciato l’anno con un bello 0-2. Poi, con Wally e l’altro nuovo USA, Russ Schoene, avevamo cominciato a risalire in classifica, arrivando al 2° posto, con un record di 7-3, quando ho comunicato a Wally la mia scelta. Poi, abbiamo perso a Torino. Eravamo 7-4 quando è arrivato Joe Barry Carroll. Wally non stava giocando male: 14 punti e 5 rimbalzi a partita. Ma Carroll veniva da un altro pianeta.


Wally è stato l’unico giocatore che io abbia mai tagliato. Mi è costato molto dal punto di visto umano. Wally aveva un grandissimo curriculum: High School All-American nel Millersville, Pennsylvania; NCAA All-American all’Università di Virginia; 5a scelta dell’NBA nel 1976; due titoli NBA, nel 1977 con Portland; nel 1978 con Seattle; 8 stagioni nell’NBA. Certo, lui forse si domandò perché tagliai lui e non Russ Schoene, reduce da due operazioni alla schiena e considerato tra gli stranieri il 64° giocatore su 64 tra A-1 e A-2, in un sondaggio fatto dalla Gazzetta dello Sport. Avevo diverse ragioni per fare quella scelta.


Per prima cosa, Wally era una guardia alta e ala piccola di 201 cm, con una media di 14 punti e 5 rimbalzi per partita, non male. Secondo, ci ha fatto vincere una gara importantissima. Dopo la partenza 0-2, siamo andati a Fabriano, allenata da Petar Skansi. Nel primo tempo, ci avevano messo sotto anche di brutto e Giampiero Savio aveva 22 punti in 20 minuti per loro. Wally ha preso Savio in consegna nel secondo tempo e Savio non ha segnato neanche un punto! Abbiamo vinto la partita, 82-79, iniziando la nostra risalita. Quindi, una scelta dura. Ma sapevo che, con Carroll, avremmo vinto lo Scudetto. Infatti, è stato così.


Wally abitava, con sua moglie, sopra di me in Via Camillo Hajech 33. L’ho chiamato chiedendogli di scendere per poi informarlo della mia scelta. E’ stata una cosa terribile per me. Wally, non felice di sicuro, è stato un grande professionista. Si è allenato

e ha giocato una gara con noi prima dell’arrivo di Carroll. Un signore. Rimango male tuttora per la faccenda. Wally, poi, ci ha fatto vedere di che stoffa era fatto! E’ diventato Presidente dei Seattle Super Sonics dell’NBA! Impossibile spiegare quanto ero contento per lui. E non mi ha sorpreso, per niente. E ha fatto un grandissimo lavoro con Seattle.


Anni dopo, quando ero a Sport Italia, abbiamo voluto chiamare Wally per un’intervista via telefono. E’ stato gentilissimo! Gli ho detto ciò che ho scritto qui, che stavo male, ancora, per averlo tagliato. Lui, un vero grande, ha detto, “E’ andata bene per tutti.” Ovvio, la sua signorilità mi ha fatto sentire ancora più ‘criminale’ che prima! No, Wally Walker non ha finito quella stagione con noi. Ma lui è, per me, sempre una parte di quella squadra. E’ anche Campione d’Italia! Anzi, il suo aiuto ci ha aiutato fare ciò che abbiamo fatto. Anzi, se Wally non ha uno scudetto come ricordo di quell’anno, devo far sì che lo riceva!


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