I miei Presidenti all'Olimpia: Raffaele "Lello" Morbelli.

Raffaele ‘Lello’ Morbelli è stato con me, come Presidente, all’Olimpia un solo anno, il mio ultimo, 1986-87. Certo, è rimasto altri 9 anni in quel ruolo. Certo, anche prima dell’Olimpia, ha avuto quasi 20 anni come General Manager della Pallacanestro Cantù. Io e Lello avevamo una cosa in comune: siamo nati il 9 Gennaio, lui nel 1923, io nel 1936. Poi, quando lui era a Cantù, eravamo ‘odiati rivali.’ Beh, forse dovrei togliere le virgolette! Perché più di una volta ce ne siamo dette di tutti i colori! Ogni tanto, quell’anno, semi-scherzoso, gli dicevo, “Lello, non so perché ma mi viene la voglia di spaccarti la faccia!” Risata generale. Era reciproco!


Lello diceva spesso, “Sono il dirigente più vincente nella storia del Basket Italiano.” Vediamo. A Cantù, 1968-86: 2 scudetti (1975, 1981); 4 Coppe delle Coppe (1977, 1978. 1979, 1981), 3 Coppa Korac (1973, 1974 e 1975) e 2 Coppe Intercontinentali (1975 e 1982). Con l’Olimpia Milano, 1986-96: 3 scudetti (1987, 1989 e 1996), 2 Coppe dei Campioni (1987 e 1988), una Coppa Korać (1993), una Coppa Intercontinentale (1987) e una Coppa Italia (1987). Quindi, 11 titoli a Cantù e altri 8 a Milano, per un totale di 19. Forse, in campo internazionale, nessuno ha vinto più dei suoi 13 titoli. Un record impressionante.

E’ stato facile lavorare con Lello perché lui aveva una sola missione nella vita: avere la squadra vincente! Ho capito che lui era un vero grande quasi subito. Non avevano firmato nessuno dei due giocatori Americani all’inizio della preparazione. Poi, c’erano due grandi battaglie per convincere Bob McAdoo e Ken Barlow, nonché una grandissima battaglia per convincere l’agente di McAdoo, Bill Madden, di dare l’OK per giocare da noi. Infatti, hanno firmato solo sette giorni prima dell’inizio del campionato. In quel periodo, Lello non ha battuto ciglia. Era calmo, tranquillo, un iceberg vivente. L’ho apprezzato molto!


Lello era anche sereno nei momenti più difficili. Poi, nella mia intera carriera non c’è stato mai un momento più terribile come dopo la sconfitta contro l’ARIS a Salonicco, 98-67, -31, nell’andata del secondo turno di qualificazione. Sette giorni più tardi, certo, abbiamo fatto il miracolo, 83-49, per +34, per passare il turno, nella gara di ritorno, al PalaTrussardi. Durante quella settimana, Lello, veterano di tante gare drammatiche di coppe varie, è stato lucido e ha fatto la sua parte per tenere tutti calmi ma concentrati. Poi, quell’anno, abbiamo fatto il Grand Slam. Quindi, con me, Lello è stato 3-su-3. Impossibile fare meglio.


Lello è stato eletto alla Hall of Fame del Basket Italiano nel 2014. Ero contentissimo per lui ma non potevo dirlo a lui!

L’ho chiamato: “Morbelli! Sappia che io sono stato l’unico a votare contro di Lei!” Altra risata generale. Il suo segreto: sapeva lavorare con tutti, con Aldo Allievi, Boris Stankovic, Arnaldo Taurisano, Valerio Bianchini, Giancarlo Primo e Charlie Recalcati a Cantù; con Gianmario Gabetti, Toni Cappellari, il sottoscritto, Franco Casalini, Mike D’Antoni e Bogdan Tanjevic a Milano.

Sapevamo tutti che lui era con noi, in qualsiasi momento: intelligenza, professionalità e lealtà. L’abbiamo perso nel 2017, a 94 anni, vissuti intensamente.



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