Il "Mostro di Frankenstein".

<https://nypost.com/2021/02/13/a-frankenstein-monster-is-destroying-the-nba>. Ecco un articolo dal New York Post, data 13 Febbraio, un paio di giorni fa, scritto da Phil Mushnick, uno che non parla con mezze parole, una voca importantissima nel mondo dello sport, della TV, della politica. Lui dice ciò che io sostengo da anni: che il tiro da tre sta rovinando l’NBA. Lo definisce ‘il Mostro di Frankenstein.’ Lui fa la stessa domanda che ho fatto io: quando si parla dei grandissimi giocatori del passato, si parla mai della loro abilità di segnare dalla lunga distanza? Risposta: Mai. Poi, fa un elenco di nomi che fa impressione.


Sia chiaro, c’è una grande differenza fra grandi giocatori e il bel gioco. Altrettanto chiaro, giocatori super come LeBron James, Steph Curry, Kevin Durant, Luka Doncic e altri sarebbero stelle in qualsiasi epoca. Ma giocano un altro sport rispetto a quello disegnato da James Naismith e giocato da Michael Jordan. Gli ‘analisti’ hanno convinto tutti che il tiro da tre è l’unico tiro da prendere e che il tiro da due è un ‘cattivo tiro.’ Il risultato è che le squadre usano meno del 50% della zona offensiva. Ridicolo. Basta vedere la ‘mappa’ del tiro nella carriera di Michael Jordan: pochi da tre, quasi tutti dalla media distanza, dopo un palleggio-arresto-tiro IN SOSPENSIONE.


Quindi, hanno creato un gioco LIMITATO. Il risultato: GIOCATORI LIMITATI. Andiamo oltre LeBron, Curry, Durant e i giocatori d’élite. Sotto di loro ci sono giocatori dell’NBA che non hanno fondamentali, non hanno gioco, non sanno giocare. Aggiungo questo: gli allenatori, che hanno sposato il tiro da tre (non tutti ma la maggioranza) hanno creato giocatori STUPIDI. Domani, parlo di quanto male le squadre fanno il contropiede oggi. Motivo? NON SANNO COME FARE IL CONTROPIEDE. Sto parlando di una fase basilare del basket, conosciuta da tutti 20, 30, 40, 50 anni fa. Oggi no. Oggi, il 50% delle volte, fanno un disastro.


Per me, la più grande tragedia in tutto ciò è la perdita del TIRO IN SOSPENSIONE. Il palleggio-arresto-tiro (in salto). Oppure, la ricezione-arresto-tiro (in salto). Pochi lo fanno come Dio comanda. Una volta si chiamava il JUMP SHOT. Cioè, salto e tiro. Oggi, è l’opposto: SHOT-JUMP. Cioè, un tiro piazzato (piedi per terra) seguito da un piccolissimo saltello. Logico, più facile segnare da tre con i piedi per terra! Quindi, complimenti a loro! Hanno riportato il basket agli anni ’40, cioè, 1940. Hanno creato uno sport in cui un non-giocatore come Brook Lopez è importante mentre una leggenda come Kareem Abdul-Jabbar non potrebbe giocare. Che geni!


Comunque, sto aspettando il giorno in cui uno di questi illuminati mi dirà che Michael Jordan non potrebbe giocare oggi perché non aveva un grandissimo tiro da tre. No, non lo diranno MAI. Sanno che, se lo dicono, la gente casca per terra dal ridere. Ma questi esperti delle statistiche sanno i NUMERI ma non conoscono il basket. Idem per i fans, specie i giovani, che pensano che il basket sia stato sempre così. Purtroppo, gli ‘analisti’ sono ascoltati dai proprietari, che non conoscono il basket ma che conoscono benissimo i numeri. Amici Sportivi, i nerd hanno preso possesso del basket e l’hanno trasformato in una gara di tre punti.

Un altro sport ma non il vero basket.

(Foto Naismith da Focus.it)



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