Il PalaLido!

Palalido Milano.

Impossibile spiegare, in così poche righe, l’effetto che il Palalido ha avuto su di me. Come molti Americani, sono amante delle arene con grande 'atmosfera': YMCA (Evanston, Illinois); Beardsley Gymnasium (Evanston HS); The Dragon Cave (St. George HS, Evanston); Morton Theatre (Cicero, Illinois); The Orphanage (Centralia, Illinois); George Huff Gymnasium (University of Illinois); The Palestra (Philadelphia); Gimnasio Nataniel (Santiago, Cile); Coliseo Azurmendy (Valdivia, Cile); Fortìn Prat (Valparaiso, Cile); Luna Park (Buenos Aires, Argentina); l'Hangar (Pesaro); Fuori Grotta (Napoli); Il Dodecaedro (Siena); Misericordia (Venezia).


Ma nessuno di questi impianti mi è stato più a cuore del ‘Lido.’ L’ho visto per la prima volta in precampionato del mio primo anno in Italia, 1973-74, per il Trofeo Lombardia: Olimpia Milano - Ignis Varese. Stracolmo. Poi, era come piaceva a me: rettangolare, accogliente, con le tribune che abbracciavano il campo e che andavano in su (come gli stadi del calcio inglese) e non all’indietro.

Mi sono detto: “Questo posto è la Palestra di Philadelphia traslocata in Italia.”

Non immaginavo che, cinque anni più tardi, sarebbe stato il MIO campo, dove avrebbe giocato la MIA squadra. Sapevo che vincere lì non sarebbe stato facile, anche se la mia Virtus ha fatto 5-4 al Lido in 5 anni.


Tutto mi piaceva del Palalido, anche allenare la squadra nella Palestra Secondaria: caldo, piccolo, accogliente. Ovvio, mi ha fatto male vedere l’impianto invecchiare. Nel 2010-11, l’anno che sono tornato ad allenare l’Olimpia, abbiamo fatto le simboliche ‘picconate’ per iniziare la demolizione del Lido. Mi ha spezzato il cuore. Sono rimasto male quando, causa anni di ritardi, il Gruppo Armani, giustamente, ha dovuto rinunciare all’impegno di rifare tutto. Sono andato a vedere l’Urania Milano giocare contro l’Olimpia Milano l’anno scorso, in una partita amichevole. Ero felice di vedere l’impianto rinato, bello ma senza perdere l’identità del vecchio Palalido.


Il mio primo anno eravamo 13-1 al Lido: 12-1 in A-1, perdendo solo con l’Auxilium Torino, ma con l’alibi di non avere Mike D’Antoni, fuori per frattura da stress al piede; poi 1-0 nel playoff, battendo la Stella Azzurra Roma. Poi, abbiamo giocato a San Siro per cinque anni, 1979-84. Con il crollo del tetto di San Siro nel 1984-85, abbiamo dovuto giocare qualche gara al Lido ma non ho il conteggio dei risultati. Nel 1985-86, al Lido, eravamo 28-3: 4-0 in Coppa Italia; 13-2 in A-1; 4-1 nel playoff; 7-0 in Coppa dei Campioni. Quindi, in due stagioni intere, un totale di 41-4. Ci sentivamo invincibili. Nel 1986-87 siamo andati a PalaTrussardi.


Poi, negli impianti piccoli (il Lido aveva, per l’esattezza, 3.750 posti a sedere; 5000 con i posti in piedi), si gioca sempre bene! Per di più, si tira sempre bene! I nostri grandi tiratori AMAVANO il Lido: C. J. Kupec, Mike D’Antoni, Franco Boselli, Roberto Premier, Russ Schoene. Ma anche le altre squadre giocavano super al Lido. Come Madison Square Garden negli USA, Pala Lido dava un’iniezione di adrenalina ai nostri rivali: Pierluigi Marzorati, Antonello Riva, Renato Villalta, Oscar Schmidt, Larry Wright, Drazen Petrovic, Juan Antonio Corbolan, Fernando Martin, Arvydas Sabonis.

Che battaglie! Indimenticabili. Come il mitico Pala Lido.



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