In ricordo di Gianni Corsolini.

Gianni Corsolini ci ha lasciato Giovedì scorso. Classe 1933, nato a Bologna, aveva 87 anni compiuti. Ha cominciato come allenatore, nel settore giovanile della Virtus Bologna nonché assistente di Vittorio Tracuzzi con la prima squadra nel 1957-58. Poi, è passato alla Pallacanestro Cantù come capo allenatore per due anni, 1958-60, facendo un 5° posto (13-9) il primo anno e un 6° posto il secondo anno (12-10). Dopo, ha fatto due anni, 1960-62, sotto Vittorio Tracuzzi a Cantù. Poi, torna come capo per quattro anni, 1962-66: 14-12 (5° posto) nel 1962-63; 14-12 (4°) nel 1963-64; 12-10 (4°) nel 1964-65; e 12-10 (5°) nel 1965-66.

Record totale: 77-63, mai una stagione perdente.


Dopo quei successi, ha lasciato la panchina per diventare General Manager di Cantù per due anni, 1966-68. La sua primissima mossa come GM della Pallacanestro Cantù è stato il suo vero capolavoro, l’ingaggio di Boris Stankovic come allenatore della squadra. Infatti, Cantù ha vinto il suo primo scudetto nel 1967-68. Con questo, Gianni Corsolini ha lasciato il suo ruolo di GM a Lello Morbelli. Diventa GM dell’APU Snaidero Udine per due anni, 1969-71. Il tutto è coinciso con l’apertura del palasport Primo Carnera alla fine del 1969-70. Poi, l’APU si è salvata in entrambe degli anni: 9-13 (10° posto) nel 1969-70; 9-13 (8°) nel 1970-71.


Dopo è tornato a Cantù. Nel 1977-79 è stato Presidente della Lega Serie A. Poi, quando Lello Morbelli ha lasciato Cantù per diventare Presidente dell’Olimpia Milano, Gianni Corsolini è tornato come GM della Pallacanestro Cantù, 1986-98. Hanno fatto la finale della Coppa Korac nel 1988-89 sotto coach Carlo Recalcati. Hanno vinto la Coppa Korac nel 1990-91 sotto coach Fabrizio Frates. Hanno subito la retrocessione in A-2 nel 1993-94, poi la promozione, di nuovo, in A-1 nel 1995-96, sotto coach Dado Lombardi. Nel 2009 è stato eletto alla Italia Basket Hall of Fame un premio Benemerito.

E nessuno poteva essere più meritevole!


Ma questa specie di Curriculum Vitae non racconta tutto su Gianni Corsolini. Lui era una grandissima memoria storica per la Pallacanestro Italiana. Ricordava tutto e tutti. Diverse volte, per articoli, ho chiamato lui per un’informazione. Raramente non aveva ciò che volevo. Anzi, mi raccontava la storia del basket mentre mi informava! Ah, sì, Gianni Corsolini era tutto meno che sintetico nel raccontare. Quando lo chiamavo aprivo sempre con, “Gianni! Ho solo due minuti! Cerca di essere breve, OK?” Parole sprecate. Potevi mettere giù il telefono per mezz’ora, fare un altro lavoro, riprendere dopo 30’ e Gianni stava parlando ancora!


Nella psicologia dicono che gli uomini di grande successo e grande felicità sono quelli che amano il loro lavoro, amano i loro collaboratori e amano i loro colleghi. Ecco Gianni Corsolini. Non si può descrivere l’affetto con cui parlava di Boris Stankovic o Arnaldo Taurisano o Charlie Recalcati o Pierluigi Marzorati. Ma non solo loro. Anche personaggi meno famosi. Poi, aveva grande spirito, grande senso di autoironia. Il suo atteggiamento era l’opposto del protagonismo o auto-celebrazione. E’ stata la cosa che ho apprezzato in lui: non prendeva mai i meriti per un successo, ma li hanno dato ad altri. Ma la Grande Cantù porta anche la sua firma.

(Foto romagnasport.com).



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