Matteo Salvini

Ho incontrato Matteo Salvini una sola volta, a Roma, appena prima delle elezioni presidenziali del 2016 negli Stati Uniti. Anche in Italia si stava per andare alle urne, per un importante referendum. Salvini, con grande spirito, conoscendo la mia reputazione negativissima per i pronostici nello sport, mi disse:

“Coach! Mi raccomando! Niente pronostici sul referendum!”

Grande risata. Poi, gli ho chiesto, “Ma come faceva lei a sapere del mio record negativo nelle previsioni?”

Mi disse, “Coach, sono di Milano, Classe 1973. Io e i miei amici venivamo al Pala Lido per vedere gli allenamenti della squadra ogni giorno. Sono tifoso dell’Olimpia!”


Sempre scherzando, gli dissi, “Allora Lei è stato uno di quelli che ho cacciato dal Secondario perché faceva casino?” La verità: non ho mai cacciato nessuno!

Salvini: “No, Coach. Non ci ha mai cacciato! Eravamo bravissimi, come stare in chiesa.”

Poi, abbiamo parlato del più e del meno dell’elezione negli USA, del referendum e dello sport, specie il basket. Mi ha sorpreso in quest’ultimo: segue il basket sul serio. Mi faceva domande da tifoso interessato per quanto riguardava l’Olimpia. Si capiva che l’Olimpia era la sua squadra del cuore e che voleva sapere il perché di ogni cosa … senza pronostici.


La foto a lato è una sua immagine da giovane: più o meno dell’età che aveva quando frequentava il Pala Lido Secondario per vedere gli allenamenti. Comunque, sapeva tutto della squadra e ricordava i miei giocatori con grande stima. Poi, devo spiegare gli allenamenti che lui vedeva. Non ho mai avuto allenamenti a porte chiuse, non in Cile, non a Bologna, non a Milano. Ma avevo sempre una condizione per i tifosi: niente tifo, niente parlare, niente rumore. Noi stiamo lavorando. La domenica fate tutto il chiasso che volete.


Devo dire che tutti sono stati bravissimi, ovunque: Cile, Bologna, Milano. Non volevano rovinare una bella cosa. Erano intelligenti. Ma non solo i ragazzi 14enni, come era Matteo Salvini ai tempi. Dico tutti. Per loro, vedere la squadra da così vicino era una cosa unica. Sentivano Meneghin e D’Antoni e McAdoo parlare. Devo dire questo per quanto riguarda me personalmente: non ho mai notato uno di loro. Sono stati perfetti. Anche dopo l’allenamento, non rompevano mai. Forse una richiesta per un autografo. Chiaro, ai tempi non c’erano i cellulari, quindi niente selfie o foto o video. Oggi, logico, è tutto cambiato.


Quindi Matteo Salvini, com’era Bettino Craxi, è un tifoso dello sport e del basket. Ho visto loro due a distanza ravvicinata: Craxi in tribuna e nello spogliatoio, come detto; Salvini nel Secondario (anche se, onestamente, non mi ricordo di lui) e poi alla RAI di Roma nel 2016. Forse anche qualche sindaco di Milano tifava per l’Olimpia ma non li ho visto io personalmente. Posso dire che i due ‘big’ che ho citato venivano alle nostre partite, Craxi da politico affermato, Salvini da politico aspirante. Lo sport è un denominatore comune, ovunque. Penso che Salvini, come Craxi, avrebbe voluto indossare la maglia dell’Olimpia, almeno una volta.



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