Richard e l'incidente su Mulford Street.

E’ successo nell’agosto del 1941. Avevo 5 anni a 7 mesi. Ci eravamo appena trasferiti dalla parte nord di Evanston, al 2737 Eastwood Avenue, alla parte sud, al 831 Mulford Street. Quasi subito ho conosciuto Richard Street, che aveva appena 7 anni in quel momento ma era già conosciuto dai miei genitori come un ragazzo da prendere con le pinze e, sopra ogni cosa, un bugiardo di livello mondiale. Ma non solo dai miei. I genitori di tutti i miei amici conoscevano questo lato di Richard, anche se le sue ‘bugie’ erano, per la maggiore parte, innocue, quelle che un bambino racconta in giro. Ma, senza dubbio, la credibilità di Richard nel nostro quartiere era pressoché zero.


Stavamo giocando davanti al palazzo che si vede nella foto, una serie di entrate per appartamenti: 822, 824, 826, 828 e 830 Mulford Street. La nostra casa, un piccolo palazzo di due piani, ad 831 Mulford Street, era proprio davanti al complesso di appartamenti nella foto. Mulford Street scendeva da Ridge Avenue, andando verso Lago Michigan, sette strade ad est. Mulford Street è una strada strettissima, con parcheggi su entrambi i lati, appena lo spazio per il traffico a doppio senso. Giocavamo a ‘nascondersi’ proprio sull’erba e dietro le siepi che si vedono nella foto. Poi, io, non essendo molto intelligente, mi nascondevo dietro le macchine parcheggiate.


Ad un certo momento, mio fratello, Jimmy, età due anni e cinque mesi, mi chiama dalla finestra del secondo piano, dove abitavamo. Era entusiasta di vedermi. Io, però, non volevo farmi vedere da Richard Street e gli altri. Sono uscito fra due macchine parcheggiate per dirgli di tacere. Non ho visto la macchina arrivare. Non ho nemmeno sentito l’impatto quando mi ha investito. Fortunatamente, non andava velocemente. Solo abbastanza per mettermi KO. Mi sono risvegliato al St. Francis Hospital. Sono stato senza coscienza per un’ora, più o meno. Nessun danno. KO ma illeso. Il dramma stava fra l’incidente e il risveglio.


I due ragazzi teen-ager che erano nell’auto erano distrutti, sicuri di avere ucciso un bambino. Poi, vedendo che ero vivo, chiesero a Richard Street:

“Dove abita questo ragazzo?”

Richard indica casa nostra.

E oro due: “Vai a dire alla madre di venire subito.”

Richard va dietro casa nostra per cercare mia madre, che stava facendo il bucato nella cantina, e le dice,

“Signora Peterson, deve venire. Danny è stato investito da una macchina.”

Mia madre non crede a Richard che, come detto, era famoso come mitico bugiardo: “Richard, non vedi che sto lavorando?”

Richard informa i due ragazzi, che gli dicono di tornare.

Richard: “Signora Peterson, sarà meglio che venga.”

A quel punto, mia madre capisce tutto.


Viene chiamato mio padre, Sergente della Polizia di Evanston, in servizio, che torna a casa per aiutare a trasportarmi all’ospedale, essendo esperto in pronto soccorso. Viene a sapere tutta la storia e chiede a mia madre come mai è trascorso tanto tempo tra l’ incidente e quando è stato chiamato lui. Mia madre spiega che non credeva Richard Street la prima volta.

Mio padre, conoscendo Richard, non batte ciglio: “Si capisce.”

Dopo due giorni di riposo, ero di nuovo pronto per uscire e giocare con i compagni.

Mia madre mi chiese: “Giochi con Richard oggi?”

Io: “Sì, certo.”

“OK, ma attento con le macchine.”

Non sapeva quale fosse il pericolo più grosso: Richard o le auto!



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