Richard Street e i Chicago White Sox.

Aggiornato il: apr 19

Un giorno, penso nel 1946, Richard Street suggerisce di andare a vedere una partita di baseball dei Chicago White Sox. Sarebbe stata una cosa andare a vedere la ‘nostra’ squadra di Major League Baseball, i Chicago Cubs. Logico. Noi abitavamo nel primo sobborgo al nord di Chicago. Anzi, una strada, Howard Street, separava Chicago dalla nostra Evanston, entrambe città sul Lago Michigan. Potevamo camminare per 6-7 strade da Clark Street, che iniziava ad Howard Street, e andare direttamente a Wrigley Field, la ‘casa’ dei Cubs, via tram. Oppure, prendere la sopraelevata, la ‘L’, poi scendere ad Addison Street. Quindi, vedere i Cubs era una questione di non più di 30 minuti di tempo.


Ma, i White Sox? Non era neanche la nostra squadra.

Anzi, giocavano nell’altra lega, l’American League. Poi, il loro campo, Comiskey Park, era distantissimo.

I Cubs erano a 3500 Nord. Cioè, 35 strade a nord della linea che divide Chicago da nord a sud. Anzi, ai tempi delle Gangs a Chicago, Al Capone aveva tutto il controllo a sud di Division Street e George ‘Bugs’ Moran aveva tutto il controllo a nord di Division Street. Bene, Comiskey Park era a 3500 sud!

Dovevamo andare in sopraelevata e fare cambio treno nella ‘Loop,’ il centro di Chicago. Non eravamo esperti in queste cose. Almeno non lo ero io. Ma Richard non aveva mai dubbi: “Follow me.” Seguitemi. Ultime parole famose.


Abbiamo preso la EL fino alla ‘Loop.’ Fin qui, bene. Poi, il cambio di treno. Prendiamo quello che ha questa parola sopra: INDIANA. Voleva dire che finiva la corsa al confine fra Illinois e Indiana. Ai tempi, per noi, era come andare sulla Luna.

Io chiedo, “Richard, andiamo così lontano?”

Richard: “Stai calmo. Scendiamo prima.”

Certo. Scendiamo a 35th & Shields, cioè, Comiskey Park. Vediamo la partita, che finisce tardi. Ora, bisogna fare il viaggio di ritorno. Vedo che il sole cala. Avevo detto a mia madre, “Andiamo a vedere il baseball.” Non pensavo di specificare Comiskey Park e non il solito Wrigley Field. Grande errore.


Quando arrivo a casa, è sera. La mia famiglia, non sapendo dov’ero, era preoccupata.

Mia madre aveva spiegato a mio padre, “E’ andato a vedere il baseball.”

Mio padre, tifoso dei White Sox, le aveva risposto, “Ma i Cubs giocano in trasferta questa settimana.”

Quindi, si rendono conto che non avevo detto tutta la verità, ed ero andato a vedere i White Sox.

In casa nostra, c’era una regola, per me e mio fratello Jimmy: “Se devi stare fuori oltre il tempo, chiamaci a casa per informarci. Così non stiamo in pensiero.”

Avrei dovuto usare un telefono a gettone, con una moneta da 5 cents, ai tempi.

Non avevo altri 5 cents. Sapevo che stavo andando nei guai.


Ma tutto ciò rientrava nella normalità per Richard. I suoi genitori, abituati a lui, non facevano storie per le sue avventure. No, non era un delinquente. Solo un ragazzo vivace, sveglio, intrepido. Ho detto che era anche un bugiardo ma devo misurare le parole! Stiamo parlando di un ragazzino. Certo, non ne diceva mai una giusta ma lo sapevamo tutti. Comunque, il mio rientro a casa non è stata una cosa facile. I miei erano arrabbiatissimi.

Mio padre: “Wrigley Field? OK. Comiskey Park? Ne parliamo prima!”

Non era la prima volta che stare con Richard mi aveva messo nei guai.

E non sarebbe stata neanche l’ultima.



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Confesso! Conosco una grande quantità di parolacce! Quelle in Inglese le ho imparate tutte da Richard Street. Da chi le ha imparato lui, non ne ho la più pallida idea! Ma lui era un vero dizionari