Richard Street e l'acqua magica.

Anche a solo 7 anni di età, Richard Street aveva già guadagnato la reputazione di bugiardo incredibile. Mia madre diceva spesso, “Non puoi credere neanche una parola di ciò che dice quel ragazzo.” Sette anni! Ovvio, noi altri eravamo le ‘vittime’ delle storie di Richard. Qualsiasi cosa l’ispirava per raccontare una favola degna dei Fratelli Grimm. Noi, ingenui (modo elegante per dire ‘stupidi’) ci siamo cascati sempre. Parlo dei ragazzi di Mulford Street in Evanston: io, Alton Etheridge, Bobby McNally, mio fratello Jimmy, Sheldon Moore, Bobby Evans. Anche quando giocavamo a baseball o softball, Richard ‘inventava’ regole che gli favorivano. Ripeto, a sette anni.


Un giorno nell’estate del 1942 (che è stato il titolo di un film, se non sbaglio), con un grande caldo dell’inizio di Luglio, eravamo seduti nell’ombra di una quercia nel lotto vuoto all’angolo di Ridge Avenue e Mulford Street, Richard tira fuori dalla tasca dei suoi blue jeans una piccola bottiglia di acqua. O almeno sembrava acqua. Poi, da grande attore, lui ci interroga: “Voi sapete che l’acqua non si incendia, vero?” Noi, pensando di essere intelligenti, rispondiamo, “Ma, Richard, chiaro che l’acqua non prende fuoco! Ovvio! Anzi, usano l’acqua per SPEGNERE gli incendi! Guarda come i pompieri usano l’acqua per domare un incendio!” Eravamo tanto orgogliosi di noi stessi!


Richard, che non si scompone neanche un po’, ci dice, “Benissimo! Verissimo! Poi, prende in mano un sasso più o mano grande come il suo pugno e ce lo dimostra. Ci chiede, “E voi sapete che i sassi non si bruciano, è vero?” Noi, ancora credendo di essere all’altezza della furbizia di Richard, gli rispondiamo, “Ma, Richard! Chiaro che non si può dare fuoco ad un sasso! Mai fatto nella storia del mondo!” Non soddisfatto, io dico, “Richard, se butti la terra … che non è altro che roccia sbriciolata … su un incendio, spegne l’incendio!” Questo, sì, sarebbe il giorno che avevamo il meglio di Richard Street! Poveri noi! Lui era di un’altra categoria!


A questo punto, Richard tira fuori la piccola bottiglietta di liquido trasparente. Lui ci dice, “Vedete questa acqua qui?” Noi, sempre anni luce dietro a lui, diciamo, “Certo.” Richard: “Bene, questa qui è acqua magica.” Noi, “Ma, dai.” Richard poi, apre la bottiglietta e dice, “Adesso io metto quesa acqua su questo sasso.” E versa il liquido sul sasso. Poi, tira fuori dei fiammiferi con la punta bianca, che si accendano con contatto. Non chiedetemi perché ma Richard aveva SEMPRE fiammiferi. Sempre. Bene. Mette il liquido sul sasso, accende un fiammifero e, da un colpo, FOOOOM! Il sasso era in fiamme! Noi pensiamo che Richard sia davvero un mago!


Dopo, a casa, spiego tutto ai miei genitori. Mio padre dice, “Non era acqua magica. Era liquido per l’accendino. E’ infiammabile, come benzina o un altro carburante.” Il giorno dopo, confronto Richard e gli dico, “Richard! Non era acqua magica. Era liquido per un accendino.” Richard, “Oh, vi è costato una notte per capirlo!” Quindi, per lui, prenderci per il naso per un giorno è stato un divertimento incredibile. Per noi, avere da fare con un personaggio tale era anche un divertimento. Ne inventava uno ogni giorno. Certo, la sua nomea come bugiardo aumentava ogni giorno. Domani racconto una storia che non dimenticherò mai. Foto: sassolino, bottiglia di liquido, fiammiferi a stecca.



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