Richard Street e le Olimpiadi.

Dopo l’Olimpiade del 1936 a Berlino, la Seconda Guerra Mondiale ha interrotto i Giochi del 1940 e del 1944. Quindi, quelle di Londra, nel 1948, avevano un grande significato per il mondo. Ovvio, ai tempi, come sempre, la regina delle discipline era l’atletica leggera.

Noi ragazzi eravamo tutti eccitati per le Olimpiadi e di più per il fatto che, a luglio, avevano avuto luogo i trials per l’atletica leggera proprio ad Evanston, al Dyche Stadium della nostra Northwestern University.

Eravamo entusiasti per l’evento stesso ma ancora di più per vedere l’uomo più veloce del mondo: Mel Patton, che aveva appena abbassato il record del mondo per le 100 iarde da 9,4 secondi a 9,3 secondi.


Per dire quanto era importante Mel Patton, basta vedere le sue copertine su TIME e LIFE, entrambe con la data del 2 Agosto 1948, poco prima dell’Olimpiade stessa. Per noi, entrare nel Dyche Stadium era, davvero, un gioco da ragazzi. Ma, questa volta, avevamo un vantaggio: mio padre, ai tempi sergente di polizia ad Evanston, era uno della sicurezza, forse anche il capo. Infatti, nel numero di LIFE del 2 Agosto 1948, c’era la foto della partenza dei 100 metri, sotto in bianco e nero. Mio padre, Ted Peterson, è il poliziotto più a destra nella foto. Mel Patton è lo sprinter più a sinistra. Gli altri due atleti sono, almeno penso, Bill Mathis e Barney Ewell.


Quindi, questa volta, Richard non doveva fare nulla di eccezionale. Però, per la partenza dei 100 metri, c’era un muro di fotografi.

Richard ci disse: “Mettiamoci qui! Ci inquadrano per forza! Usciremo sul Chicago Tribune!”

Questa idea non mi sarebbe mai entrata in testa, neanche nell’anticamera del cervello. Ma Richard pensava con un’altra logica. Non siamo usciti sul Chicago Tribune, ma quel numero di LIFE aveva due altre foto della finale dei 100 metri. Non riesco a trovarle da nessuna parte. No, non si riesce a identificarci perché le immagini sono un po’ sfuocate, non nitide, e molto da lontano.

Ma siamo usciti su LIFE lo stesso.


Mel Patton ha fatto il 2° posto ad Evanston, un millimetro dietro Barney Ewell. Ma nessuno guardava Barney Ewell. Poi, con grande sorpresa, Harrison Dillard, recordman del mondo nei 110 ostacoli, ha inciampato subito e non si è qualificato per quell’evento. Invece, nella finale del trial dei 100 metri, si è piazzato terzo. Poi, a Londra, ha vinto l’oro, una grande sorpresa. Lui era l’altro atleta che ci interessava vedere. Oh, record del mondo in un evento spettacolare. Siamo rimasti di sasso a vederlo fermarsi mentre gli altri andavano avanti. Poi, siamo stati colpiti del grande agonismo di tutti. Era la prima volta che vedevamo dei super campioni da vicino.


Abbiamo avuto una grande lezione di cos’è lo sport ad altissimo livello. Sotto le tribune, abbiamo visto uomini piangere per non essere stati qualificati per Londra. Fa impressione vedere un super atleta singhiozzare così. E’ stata l’unica volta che ho visto Richard Street con un atteggiamento di umiltà. Anzi, non voleva andare via. Dopo la chiusura della giornata, siamo scesi in pista per imitare Mel Patton nei 100 metri, in campo per imitare Fortune Gordien nel lancio del disco, e altri eventi. Infatti, hanno chiuso le porte dello stadio. Generalmente, Richard aveva un piano per entrare negli stadi.

Come sempre, ne ha inventato anche uno per uscire!


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