Richard Street e le "parolacce".

Confesso! Conosco una grande quantità di parolacce! Quelle in Inglese le ho imparate tutte da Richard Street. Da chi le ha imparato lui, non ne ho la più pallida idea! Ma lui era un vero dizionario di ‘bad words.’ Noialtri non ne sapevamo nulla prima di incontrare Richard. Poi, lui le usava con grande naturalezza. Per lui, dire ‘maledizione,’ una parolaccia per noi, era come dire ‘caspita.’ Cioè, intercalava queste parole come niente fosse. Io, molto ingenuo (modo elegante per non dire ‘stupido’), pensavo che fossero parole ‘normali’ e cominciavo a usarle anch’io.


Si può immaginare la mia sorpresa quando, una sera, a cena, mi lasciai scappare una parolaccia degna di un marinaio e mio padre mi diede una sberla indimenticabile. Mi ritrovai sul suolo del tinello chiedendomi: “Ma come sono arrivato fin qui? Ero seduto a tavola solo un secondo fa.”

E mio padre : “Dove hai imparato a parlare così? Certamente non da me!”

Infatti mio padre non usava mai parolacce, almeno non in mia presenza o davanti a mio fratello Jimmy. Poi, lui mi disse: “Non farmi mai più sentire questa parola dalla tua bocca!”


Altre volte mi lasciai scappare una parolaccia in presenza di mia madre, mentre mio padre era al lavoro, come Tenente di Polizia ad Evanston. Mia madre, una Signora con la ’S’ maiuscola, aveva reazione al limite dello svenimento.

Poi, mi chiedeva: “Dove hai sentito quella parola.”

Io, sempre non molto sveglio: “Beh, Richard la dice sempre.”

“Benissimo. Ti vieto di giocare con lui. Mai più con Richard Street!”

Ovvio, una tale ‘quarantena’ durava 24 ore. Poi, quando vedevo Richard il giorno dopo, gli dicevo, “Richard, dovevi dirmi che era una parolaccia. Mi hai messo nei guai.”


Per la verità, avevo sentito qualche parolaccia prima di Richard. Quando avevo tre anni, ero a casa dei Nonni Peterson. Il nonno, Cliff, usava parolacce a non finire quando lavorava o riparava una cosa. Un giorno, ero lì mentre lui faceva qualcosa e usava parolacce per ogni cosa che non andava bene. Tornato a casa, davanti alla foto di un lago, dico ai miei, “Scommetto che è più profondo dell’Inferno.”

Inferno, cioè, Hell, è una parolaccia in inglese. Mio padre stava per sculacciarmi quando intervenne mia madre: “E’ stato con il nonno mentre riparava uno scaldabagno oggi.”

Mio padre: “Oh.”


Ma, per un’educazione ‘seria’ sulle parolacce, nessun ‘professore’ era meglio di Richard Street. Dopo un po’ di esperienza, ho cominciato a chiedergli se lui usasse una parola che non conoscevo. Grazie a questo, mi sono risparmiato diverse sberle e sgridate. No, non inserivo le parolacce nella mia dialettica. Anzi, le usavo col contagocce. Anche mio fratello. Ancora oggi, se scrivo un’e-mail a Jimmy, uso il trattino per spezzare una parolaccia: ‘H—l.’ Jimmy è più uno spirito libero in questo. Ma l’imprinting di Richard Street è sempre con me.


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