Richard Street, il giornalaio.

Come tutti noi, Richard Street era un tifoso sportivo. In quei tempi, prima della televisione, noi abbiamo divorato riviste sportive come SPORT Magazine, un mensile, nato nel 1946. Oppure, il settimanale di baseball, lo Sporting News, che era formato tabloid. Ma, per immediatezza, ai tempi Chicago aveva ben sei quotidiani, tre che uscivano la mattina (Tribune, Sun, Herald), e tre che uscivano nel pomeriggio (Times, American, Daily News). Oggi, ne rimangono solo due, entrambi della mattina: Tribune e Sun-Times.

Cosa si poteva volere di più? Invece, Richard voleva battere tutti sui tempi.


Questo voleva dire prendere il giornale del mattino che usciva … la notte prima! A mezzanotte, più o meno. Si chiamava, ai tempi, la ‘Bulldog Edition,’ oppure anche ‘Street Edition,’ proprio come Richard Street. Ci sono diverse teorie riguardanti le origini del termine ‘Bulldog Edition.’ In ogni caso, avendo già dato tutte le notizie, i giornali facevano grandi pezzi di approfondimento sulla ‘Bulldog Edition.’ Era incredibile quante persone volevano questa edizione. Nella nostra città di Evanston, l’edicola più importante che rimaneva aperta oltre mezzanotte era all’incrocio di Chicago Avenue e Main Street.


Quando avevamo 11-12 anni, potevamo anche stare fuori fino a mezzanotte se avessimo avvisato i nostri genitori. Quindi, se dicevo ai miei genitori, “Vorrei andare a prendere la ‘Bulldog Edition’ del Times e del Tribune con Richard”, loro non dicevano mai nulla, specie in estate. Ma, non era solo prenderla! Dovevamo anche leggerla! Subito! Così eravamo almeno otto ore davanti ai nostri amici. Il giorno dopo, a parlare con loro, potevamo dire, “Voi non lo sapete, ma …. “ Una soddisfazione incredibile. Nessuno era più informato di Richard Street, che prendeva la ‘Bulldog Edition’ ogni sera.


Per noi, ai tempi, era una specie di avventura andare fino a Main e Chicago per prenderla. Certo, potevano andare a Howard Street, all’est di Chicago Avenue. Ma potevamo leggere i giornali senza doverli comprare all’edicola di Chicago e Main!!! Il proprietario era Vic, un ex-pugile. Per la verità, sembrava che Vic avesse preso qualche pugno di troppo.

Comunque, Richard sapeva trattare con Vic: “Oh, Vic, non è che ci cacci fuori sesfogliamo qualche giornale.”

Vic era fantastico: “No, restate pure. Ma non piegate le pagine e lasciate tutto comeprima.” Abbiamo sempre fatto esattamente così.


Non immaginavo che, nel 1951, solo qualche anno più tardi, la nostra famiglia avrebbe traslocato dal 831 Mulford Street, di fronte a dove viveva Richard, al 320 di Main Street, solo due strade dall’edicola in questione. Quindi, ero un cliente fisso di Vic.

Ogni tanto mi chiedeva, “Il tuo amico? Come mai non viene?”

Rispondevo, “Oh, Richard? Lui abita vicino a Howard Street. Anch’io abitavo lì. Ci siamo trasferiti qui in zona. Non ho più contatti con Richard.”

Infatti, dal 1951 in poi, non mi ricordo di avere più visto Richard di persona, anche se andavamo al liceo insieme.



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Confesso! Conosco una grande quantità di parolacce! Quelle in Inglese le ho imparate tutte da Richard Street. Da chi le ha imparato lui, non ne ho la più pallida idea! Ma lui era un vero dizionari